Comprendere gli eSports.

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Comprendere gli eSports.

Gli eSport sono definibili come sport elettronici e rappresentano uno dei panorami contemporanei sportivi più fiorenti.
Nel 2017, 60 milioni di spettatori sono rimasti incollati davanti lo schermo per seguire le finali di League of Legends.
Nel 2018 a Las Vegas viene inaugurato uno dei più grandi eSport palace di sempre e recentemente, con il lockdown dovuto al covid 19 e la conseguente cancellazione di eventi sportivi live, il settore degli eSport, stando ai dati dichiarati da Twitch, ha registrato una crescita del 31% solo nel mese di Marzo. Mentre gli stadi si svuotano, gli eSport stanno vivendo il loro entusiastico momento come protagonisti del settore sportivo.

Da molti anni a questa parte ci si interroga se i videogiochi competitivi possano esser definiti come attività sportiva.
Secondo il pensiero di numerosi giornalisti ed esperti del settore la risposta potrebbe essere negativa.
Ad occhi inesperti questi “eSport” possono sembrare differenti da sport classici quali basket e calcio per un singolo elemento: non sono attività che richiedono la predominanza “atletica”.
Sul fattore fisicità vertono la maggior parte delle critiche che vengono fatte a questo nuovo settore ma, se è lo sforzo fisico a rappresentare ciò che fa di un’attività uno sport, da che punto è possibile definire ciò che rientra o meno in tale categoria? È lecito definire uno standard? É giusto classificare come sport gli scacchi o l’automobilismo?
Su queste domande si possono assumere differenti posizioni in merito ma ciò che è certo è che l’industria sportiva non ha mai voluto affrontare tali domande dal punto di vista filosofico in quanto ha sempre ragionato in relazione a ciò che una competizione può offrire a livello monetario e di profitto, seguendo una logica prettamente capitalista.
John Skipper, ex presidente dell’ESPN e attuale presidente del gruppo DAZN, ha dichiarato durante una diretta televisiva di esser entrato e di aver voluto personalmente investire in questo mondo solo per i profitti derivanti da questo settore poiché ha notato particolare interesse per queste competizioni da parte del pubblico giovanile.

Ma cos’è che distingue gli eSport dagli sport?
A scindere questi due mondi non è soltanto il fattore fisico ma anche il livello organizzativo.
Sport professionali, come ad esempio il basket, vengono gestiti e controllati da più stakeholder mentre, gli eSports, spesso sono gestitida una singola compagnia.


I produttori nel settore competitivo videoludico come la Riot, software house famosa per aver creato League of Legends, hanno costruito nel tempo un modello innovativo per gli sport professionali dove amministrano ogni aspetto del gioco.
Gli stessi, infatti, controllano non solo il gioco in sé ma anche la lega e la trasmissione degli eventi.
É come se, prendendo l’esempio del calcio, un gruppo gestisse allo stesso tempo la serie A e SKY, con un accentramento di potere che probabilmente a molti non sarebbe, nemmeno, troppo gradito.
Numerose compagnie videoludiche si son dotate inoltre di un penalty index per scoraggiare comportamenti poco sportivi e l’uso di cheat durante le competizioni.

Una delle maggiori differenze tra uno sport classico e un eSports è che dietro al videogioco vi è una compagnia che detiene i diritti del gioco stesso e può farne ciò che vuole, cambiandone talvolta anche le regole mediante un semplice click.
Pensiamo al basket e immaginiamo di cambiare all’interno del gioco la dimensione del canestro, il peso della palla e il numero di giocatori. Pensiamo a come queste variazioni potrebbero cambiare la strategia e il modo di giocare.
Negli eSports adattarsi ai cambiamenti è parte del gioco stesso.
Ogni anno le società rilasciano decine di patch (aggiornamenti) volte a cambiarne le regole e a potenziare o depotenziare determinati elementi strutturali del gioco.
I giocatori, in sintesi, devono migliorare man mano che il gioco viene modificato.


Nel panorama dei giochi elettronici possiamo distinguere: gli FPS, gli strategici in tempo reale, i Moba, i Battle Royale e i picchiaduro. Il mondo degli eSports è un mondo variegato dove ci sono più videogiochi e più categorie che puntano su skill differenti.
Come ogni attività, i videogiochi competitivi richiedono allenamento, dedizione, ottime capacità di team work, di prendere decisioni importanti nel più breve tempo possibile e dei buoni riflessi per raggiungere la vittoria.
Gli eSports alla fine non sono così differenti dall’MMA, dal calcio o da qualsiasi altro sport presente nel mondo.
Sono divertenti, trasmettono emozioni e anche da spettatore ti coinvolgono nell’azione ma, l’elemento che caratterizza maggiormente questo mondo, è che tutti possono giocare ai videogames indipendentemente dall’età.

Secondo i dati riportati da Forbes, il settore degli eSports online raggiungerà quota 600 milioni di spettatori entro la fine del 2022. Il futuro di questo settore è radioso e quasi sicuramente diventerà uno degli ambiti sportivi più importanti di questo decennio e molto probabilmente ne vedremo il suo inserimento nelle future olimpiadi.

Paolo Esposito
Paolo Esposito
Appassionato di gaming e hardware ma al contempo affamato di conoscenza! Il mondo dei videogiochi ha sempre rappresentato per me un'opportunità per evadere dalla quotidianità. Nasco come giocatore console con la mia prima playstation due slim e nel 2014, dopo aver provato decine di console e dopo esser passato per diverse generazione videoludiche, decido di cambiare piattaforma e avvicinarmi al mondo PC. Il mio primo PC ha rappresentato per me uno strumento immenso che mi ha permesso di conoscere i videogiochi competitivi e, più recentemente, il mondo della programmazione e della post produzione video. Credo fortemente nel progetto PC Gaming Vault e sono felicissimo di farne parte!
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Lollo
1 mese fa

Fantastico intervento, complimenti. Non sono un fan della riot ma ammetto che abbia mandato avanti il panorama Esports. Purtroppo ammetto di essere nato tardi hahahah; attualmente, a 24 anni, mi ritrovo a voler partecipare a molti tornei e allenarmi duramente per migliorare, se avessi iniziato prima forse a quest’ora ci sarei dentro, solo che anni fa non era come è adesso.
 

Ultima modifica 1 mese fa da Lollo
Lollo
Rispondi a  Paolo Esposito
1 mese fa

Concordo pienamente. L’Italia è, attualmente, un paese di vecchi e, come dici tu, il videogioco viene concepito quasi come un danno. Siamo ancora indietro ed è per quello che mi sento un pò sfortunato a non essere nato dopo hahaha. Complimenti ancora per l’intervento.

lordpkappa
Amministratore
1 mese fa

Complimenti per l’articolo, molto istruttivo, che tratta tematiche interessanti in maniera intelligente.