RTX 3060 LHR e RTX 3080 ti testate in ambito mining.

by Patrick Grioni
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Le nuove modifiche hardware Gpu che Nvidia sta proponendo sul mercato nascono per l’esigenza di meglio differenziare l’offerta e, ovviamente, guadagnare maggiormente con proposte dedicate.
Sappiamo bene che uno dei problemi che è lesivo del mercato è proprio quello degli acquisti seriali di Gpu da dedicare a mining farm, e, come successo qualche anno fa con le uscite di Vega e la serie 1000 Nvidia, questo ha inciso sulla disponibilità delle stesse alla platea gaming (a meno di non pagare il ricatto di prezzi che arrivano fino a tre volte il valore potenziale).

Proprio per rispondere a tale anarchia, nascono le soluzioni LHR (Lite Hash Rate) che limitano le possibilità di calcolo dedicate al mining (non incidendo su quelle offerte nei videogiochi).

Expreview ne ha testato propria la resa verificando come RTX 3060 sia in grado di offrire circa 20 MH/s consumando 119W, mentre RTX 3080 ti circa 60 ma con ben 299W di consumo, in sostanza dimezzando le performance effettive delle SKU non mining limited, il che potrebbe portare l’attenzione, per chi volesse guadagnare con Ethereum, sul mercato dell’usato e soluzioni con un miglior rapporto calcolo/consumo.

Almeno questa è la speranza, insieme a un ridimensionamento del valore delle criptovalute, per mettere le basi verso un ritorno a una disponibilità onorevole.

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