Il futuro di Assassin’s Creed potrebbe essere definito dalla rinuncia alle edizioni episodiche.

by Splintell
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Se c’è una cosa che amiamo quanto i giochi, sono le indiscrezioni, i leak ed i potenziali “What if?” riguardanti proprio quei giochi o quei franchise che tanto adoriamo.
Ora non è un segreto che noi, così come tanti di voi, siamo degli estimatori delle nuove iterazioni della più celebre saga di Ubisoft (non la più longeva, quel primato a Far Cry non lo toglierà mai nessuno) anche se ci duole ammettere che l’ultima fatica, AC Valhalla, non abbia riscosso tutto il successo e l’approvazione che ci aspettavamo (bene la mappa, le ambientazioni e la grafica in generale, ma le animazioni tutte sono quasi anacronistiche); tempo quindi di fare spazio ai primi bisbigli di corridoio sul possibile seguito e sulle inevitabili evoluzioni che il gioco necessita per non scomparire del tutto nei prossimi anni.

Quando oramai quasi 4 anni fa AC Origins stravolse il significato stesso di questo gioco, voltando completamente le spalle alla sua tradizione oramai quasi decennale per reinventarsi come RPG Open World (nel più classico senso del termine, stramaledetti livelli) , in moltissimi sono rimasti scottati, a tratti disgustati dalla direzione intrapresa: ricordiamo ancora le parole al veleno che furono dette e scritte contro quell’impianto di gioco così diverso da quanto visto fino a quel momento: “…ma come, non posso più assassinare alle spalle mezza guarnigione e poi andarmene con un cappuccio in testa come se niente fosse?“.
Il suo tratto distintivo era diventata la sua lapide; i gameplay erano stagnanti oramai da diverse iterazioni e quando la trama vacillava (Unity, Syndacate, Rogue) venivano fuori capitoli decisamente dimenticabili.
AC Origins fu un nuovo inizio, certo mal compreso ed osteggiato all’inizio, ma che ha permesso la rinascita di un brand altrimenti destinato all’oblio e che ha condotto 2 anni dopo alla realizzazione di uno dei migliori capitoli dell’intera saga (non me ne voglia Ezio Auditore, anche se AC II ed AC Brotherhood resteranno per sempre nei nostri cuori).

Assassins Creed Odyssey è stata una delle vette più alte dell’intero genere, e senza ombra di dubbio alcuna la più alta in quanto ad ambientazione e scenografia (la più bella Grecia Arcaica che si sia mai vista). Certo è che non era perfetto in tutto, la trama era anonima, ma la pecca più grossa era il combat system e le sue animazioni: questo è stato il limite superiore dell’attuale struttura del gioco, che in qualche modo risentiva ancora delle influenze del passato, degli 1 vs 50 vittoriosi, della meccanica di parata e controattacco letale.
Abbiamo sperato in una piccola rivoluzione con l’ultimo AC Valhalla, ma fin da quando i video gameplay erano stati resi disponibili, le nostre speranze erano andate in frantumi: una cosa però è cambiata, l’odiosa meccanica dei livelli di nemici e oggetti si è evoluta in un qualcosa di vagamente ibrido e familiare, che si fonda maggiormente sul potenziare l’equipaggiamento che già si possiede, con il nostro livello che viene derivato proprio dalla potenza dei nostri oggetti e dal livello di esperienza che abbiamo con essi. Trovare un arma leggendaria non ci rende immediatamente in dio perché prima occorre imparare ad usarla e questa, ne siamo certi, è la direzione giusta per farci giocare BENE agli RPG

Eh si ma la novità quale sarebbe? Qual’è il nuovo Assassins Creed?

Caro nostro lettore, grazie per essere arrivato fino in fondo!

Assassins Creed INFINITY



Questo è quanto siamo riusciti a scovare online sul nuovo progetto che non vedremo prima di parecchi anni, almeno 2 (chissà che in mezzo non esca una bella remastered per primo AC, quanto ne avrebbe bisogno), ma la parte più interessante/sconvolgente sta nel fatto che sembrerebbe che in casa Ubisoft vogliano trasformare questo ultimo capitolo nell’ Ultimo AC, il definitivo, l’assoluto ed unico gioco attorno alla quale ruoterà l’intero universo pseudostorico che hanno così magistralmente saputo creare; per fare tutto questo, in poche parole, AC Infinity diventerebbe un GaaS (in gergo – Game as a Service): una sorta di World of Warcraft con un gioco base, Infinity, e di volta in volta tutta una serie di espansioni che si fonderanno insieme per andare ad ampliare le storie e le epoche che si vorranno raccontare.
Il gioco principale sarà quello che più di tutti dovrà saper convincere davvero tutti, dai primissimi e più vecchi fan della serie fino ai giovanissimi che dovranno essere adescati in qualche modo all’interno di questo nuovo (e sicuramente più remunerativo) sistema di sviluppo di gioco in continua evoluzione.

Quanto detto fin ora è frutto di grossi ragionamenti e voli pindarici fatti dopo aver letto alcuni tweet di Jason Schreier (giornalista di Bloomberg e noto insider del mondo dei videogiochi) in merito al grosso progetto di Ubisoft che vede riuniti (questo sembra essere certo) i due enormi studi quasi rivali di Montréal e Québec.
Il progetto è gargantuesco, l’idea di poter riunire un’impianto base comune a tutti i giochi (un po’ come gli intermezzi con l’animus, che potrebbero diventare il gioco vero e proprio) con i vari archi storici come sezioni a se stanti è davvero interessante.
Sulle modalità di vendita e sul modello di business di questo futuro titolo non si sa ancora nulla: certo è che gli esempi, nell’industria videoludica, c’è ne sono numerosi, dai vari MMORPG (il sopracitato WoW ne è l’esempio perfetto) fino ai vari Battlefield (gioco base più un’infinità di pacchetti, DLC ed espansioni mappe) la soluzione potrebbe già essere presente, solo ancora non definita.

Assassin’s Creed Infinity to Offer Live Online Game Service – Bloomberg

Vi riportiamo l’articolo integrale a firma di Jason Schreier.

Dopo aver letto ed elaborato queste fantasiose quanto plausibili teorie, non ci resta che attendere novità ufficiali in merito direttamente da Ubisoft sullo stato di avanzamento di questo progetto, qualora si rivelasse corretto.

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Zethras Gorgoth
1 anno fa

Praticamente AC: Infinity prenderà la medesima piega che ha, ad esempio, da sempre anche The Sims; gioco base e poi espansioni a strafottere. Francamente non so quanto un setting del genere possa essere apprezzabile dal pubblico, anche perchè avere il gioco completo diventerebbe alla lunga dispendioso (ad oggi, volendo acquistare The Sims 4 completo di espansioni, richiede una spesa di oltre 400€) ma di sicuro si rivelerà un buon modo di incassare soldi per Ubisoft. Figurarsi se non ci saranno orde di fan sfegatati che compreranno in massa le espansioni all’uscita

Splintell
Splintell
Rispondi a  Zethras Gorgoth
1 anno fa

Dipenderà tutto dall’ approccio. Certo è che se implementeranno il tanto di moda battlepass oltre al season pass, potrebbero aumentare gli episodi (tipo 1 set diverso per anno) con mappe più piccole, concentrare e con più punti di interesse. Evitare la manfrina dei DLC (palesi content tagliati fuori per essere venduti dopo a 20neuro l’ uno) e far pagare direttamente i vari upgrade tipo 29,99. Avresti un nuovo AC ogni anno invece che 2 a metà prezzo ed io questo scambio credo che lo farei.