Karma: The Dark World Preview

by Zethras Gorgoth
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Quest’ultimo periodo sembra essere piuttosto prolifico per quanto riguarda il panorama videoludico horror. Con l’uscita di Resident Evil Village, la cui recensione potete trovare a questo indirizzo, e successivamente la conferma di un remake dell’ottimo Dead Space gli appassionati del genere horror hanno decisamente avuto di che gioire nel corso del 2021, senza ovviamente voler contare i prodotti usciti negli ultimi due anni. Eppure sembra non essere abbastanza, perchè recentemente è stato mostrato il trailer di lancio di un nuovo titolo, che si pone come un gioco horror in prima persona con diversi guizzi che sembrano rimandare prepotentemente all’ormai leggendaria serie di Silent Hill, la quale ormai sembra impietosamente destinata all’oblio. Vediamo quindi di analizzare il trailer, e capire cosa potremo aspettarci da questo titolo, amici del Vault.

Vi avevamo accennato di somiglianze con Silent Hill, e già dai primi momenti del trailer è possibile notare una di queste somiglianze. Una voce fuori campo, probabilmente quella del protagonista, ci parla di una donna che non vede da diverso tempo, mentre a schermo possiamo vedere un uomo seduto al computer. Non è possibile capire cosa stia facendo, e nemmeno capire chi sia. Possiamo solo ipotizzare, per il momento, che abbia un qualche ruolo all’interno della trama.

Il trailer prosegue, e nei momenti immediatamente successivi abbiamo modo di notare un paio di cose piuttosto interessanti. La prima, è che il gioco sarà in prima persona. Questo ce lo conferma non soltanto l’inquadratura, dalla quale è possibile notare un prompt di attivazione sul tavolino a destra, in corrispondenza di quello che molto verosimilmente sarà uno dei documenti da leggere nel gioco, ma anche la scritta in basso, che ci ricorda come la grafica che stiamo vedendo è realizzata con l’engine di gioco, in tempo reale. Possiamo quindi aspettarci, molto verosimilmente, questo tipo di livello grafico nel corso della nostra avventura, anche se ovviamente si tratta di un mero teaser, che a sua volta implica un possibile downgrade grafico pre release. Ma anche un possibile upgrade, dovremo aspettare per saperlo.

La seconda cosa è che possiamo notare è che ci troviamo all’interno di un ospedale, come confermano la struttura dell’ambientazione ed il rumore dei macchinari in sottofondo, senza sapere come ci siamo arrivati. E che, molto probabilmente, il protagonista sente delle voci nella propria testa. Un attimo prima di svegliarci di soprassalto, infatti, sentiamo una voce esortarlo a svegliarsi. Una voce femminile; che sia la famigerata “lei” di cui si accenna all’inizio?

Il nostro protagonista inizia a guardarsi intorno, e possiamo notare qualcos’altro: non sembra essere tutto a posto. Volendo soprassedere sul tono grigio malato della sue pelle, nel momento in cui l’inquadratura si sposta ci viene mostrato uno strano apparecchio che sembra aver preso il posto del braccio sinistro. Una protesi, forse? O un qualche tipo di macchinario? Il panorama horror non è certo nuovo a questo genere di escamotage, lo sa bene chi ha giocato a Resident Evil 7, ma anche al di fuori del genere abbiamo iterazioni di protesi perfettamente funzionanti, basti pensare a Sekiro e The Phantom Pain.

La scena successiva, se possibile, è ancora più strana, e per certi versi perfino inspiegabile. Se da una parte abbiamo una sorta di conferma del fatto che quella sul braccio sinistro sia effettivamente una protesi, è l’ambiente circostante che è oggetto di perplessità questa volta. Veniamo infatti catapultati in quello che sembra essere un mondo onirico, qualcosa di molto simile alle ambientazioni di Hellblade: Senua’s Sacrifice, ma in un certo qual modo anche alle spiagge viste in Death Stranding.

Sullo sfondo vediamo una colonna che va ad illuminarsi sempre di più ogni momento che passa, circondata per così dire da due mani di proporzioni gigantesche. Al di la della citazione che si potrebbe fare a Berserk, in questo particolare frangente, cerchiamo di analizzare per un momento ciò che ci troviamo davanti: l’abbiamo già menzionato, ma questo potrebbe essere un ulteriore richiamo a Silent Hill, giacchè la celeberrima IP Konami ha reso un proprio marchio di fabbrica il passaggio fra una realtà ordinaria ed una “malvagia” e oscura dell’ambiente circostante. Ciò che porta a scartare l’idea di una possibile ispirazione è il fatto che l’ambiente circostante non ha alcuna somiglianza con quello in cui ci trovavamo fino a pochi istanti addietro. E’ molto più probabile, vista la conformazione dell’area, che si tratti di una sorta di hub, nel quale andremo a finire dopo ogni morte, similmente a come accade per le spiagge di Death Stranding, o per il mondo dell’Homunculus nel gioco Playstation 2 Shadow of Memories. Una sorta di luogo di passaggio, quindi, il che lascia anche presagire alla possibilità che il nostro protagonista possieda una qualche sorta di immortalità o, forse, una capacità di reincarnarsi dopo ogni morte.

Finalmente vediamo in faccia il protagonista, e anche stavolta possiamo notare alcune cose piuttosto interessanti. La prima è una somiglianza a livello fisionomico con James Sunderland di Silent Hill 2, con un richiamo piuttosto chiaro alla scena di apertura dell’omonimo gioco. Nell’introduzione di Silent Hill 2, infatti, vediamo il protagonista all’interno di un bagno pubblico nell’atto di sfiorarsi la faccia di fronte ad uno specchio, in maniera non dissimile da come possiamo vedere in questo trailer. Certo, l’angolazione e i movimenti sono diversi, ma non possiamo fare a meno di notare un richiamo in tal senso.

La seconda cosa che salta all’occhio è il fatto che il nostro protagonista sembra essere alquanto devastato, nel senso più fisico del termine. La testa è cinta da quella che sembrerebbe essere una catena, e sulle nocche della mano che si porta al volto ci sono quelli che sembrano essere dei dispositivi di qualche tipo. La sua espressione è inoltre spaesata, sconvolta, come se non si raccapezzasse nella situazione in cui si trova. Ciò che possiamo supporre, in questo frangente, è che precedentemente all’inizio del gioco il protagonista sia passato attraverso un qualche evento piuttosto traumatico, che l’ha portato a finire in ospedale. La sorpresa e lo sgomento mostrati, inoltre, ci dicono che probabilmente è finito in uno stato di incoscienza, e che le sue condizioni erano talmente gravi da fargli perdere la memoria, ipotesi corroborata dal suo chiedersi chi sia, ed altresì da richiedere il trattamento che lo ha ridotto in questo stato.

Un’altra ipotesi è quella di sperimentazioni piuttosto aggressive, sperimentazioni che molto verosimilmente sono avvenute senza che lui ne sapesse alcunché, vista la sorpresa che mostra nel vedersi conciato in quel modo. The plot thickens, dicono gli anglofoni, e già in questi pochi secondi di presentazione abbiamo parecchio materiale su cui poter imbastire un qualche tipo di speculazione su quello che potrebbe essere l’incipit della trama di Karma.

Ci viene dato qualche altro accenno di trama, attraverso le parole del protagonista. Egli parla ancora di questa fantomatica “lei”, parlandone come se fosse morta. “Se lei fosse ancora viva”, dice, ricordando di come lo riprendesse di continuo riguardo al suo lavoro e di come stesse diventando una persona sempre meno rispettabile. Cosa significa questo?

Possiamo solo fare supposizioni, ancora una volta, anche se stavolta non ci viene dato molto su cui riflettere. Possiamo immaginare, tirando molto la corda, che proprio il lavoro del protagonista sia stato la causa della morte di questa donna, oltre che presumibilmente la causa dell’ospedalizzazione di lui. Viene menzionato un lavorare per dei “loro” non meglio specificati, il che potrebbe implicare una qualche presenza di criminalità organizzata, oppure una setta. Difficile dirlo, sebbene possiamo presumere senza troppo timore di venire smentiti che si tratti di qualcosa di estremamente pericoloso.

Man mano che le elucubrazioni della voce narrante proseguono, svelandoci ulteriori dettagli della trama, abbiamo modo di vedere anche quelle che saranno le ambientazioni del gioco. Si passa da ambientazioni aperte in un contesto cittadino di tipo notturno a location interne, appartenenti probabilmente ad una palazzina, o forse ad un albergo. Man mano che le immagini a schermo si susseguono vediamo il protagonista utilizzare oggetti come tessere magnetiche ed esplorare ambienti cupi ma non fatiscenti, in alcuni casi perfino con cospicue tracce di sangue a contornare l’ambientazione. Che si sia verificato qualche tipo di crimine, magari un omicidio piuttosto cruento? A giudicare da quello che vediamo si potrebbe pensare che questa sia la scelta più ovvia, anche a causa dei sigilli della polizia di fronte ad una delle porte ed alle impronte insanguinate di mani sulle pareti.

Proseguendo nel trailer, i discorsi della voce narrante si fanno ancora più strani, se possibile. Lo sentiamo interrogarsi sul fatto che, forse, il suo cambiamento caratteriale non sia dipeso dal suo lavoro. Piuttosto, ci dice che forse è sempre stato così. Ma così come? Non ci è dato sapere molto del nostro protagonista, anche se man mano che lui parla le immagini a schermo continuano a susseguirsi ad un ritmo sempre più sostenuto. E abbiamo una data: 30 Aprile 1976. Significa forse che il gioco sarà ambientato in un arco temporale che comprende gli anni 70? Possibile, a giudicare dai discorsi fatti.

Appare di nuovo anche l’area menzionata poco fa, quella con le due mani e la colonna di luce. Stavolta però possiamo notare qualche dettaglio in più, come il fatto che il protagonista risale una scala fino a quello che sembrerebbe essere un congegno attivabile da qualche strana forma di energia, o forse perfino magia. Al suo interno si trova una cassetta audio, e ancora una volta non possiamo non pensare a Silent Hill: nel gioco Konami, infatti, non è raro trovarsi di fronte ad enigmi che donano ricompense apparentemente fuori contesto o inutili, che solo successivamente mostrano il loro reale utilizzo.

Le scene a schermo confermano anche la presenza di un certo tipo di sperimentazioni; sullo sfondo notiamo infatti delle capsule come quelle che spesso di vedono nei film di fantascienza, capsule di gestazione, che suggeriscono il contenimento di un qualche tipo di cavia da laboratorio, ipotesi peraltro confermata dal marchingegno successivamente tenuto in mano dal protagonista, assieme alla frase che ci fa capire qualcosa riguardo al lavoro menzionato prima. Leviathan Ideology Bureau. Che sia una qualche agenzia governativa legata al paranormale, simile a quella vista in Hellboy?

A quanto pare, parte della trama ruoterà intorno ai tentativi del protagonista di capire chi egli sia, tentativi che gli hanno già richiesto otto anni a quanto pare. Anche se, bisogna dirlo, tutto questo stride con i ricordi palesati fino a questo momento: il nostro protagonista non sa chi è, eppure ricorda bene le vicende avvenute negli ultimi 8/10 anni. Possibile che sia stato colto da una qualche forma di amnesia in un momento indefinito precedente agli 8 anni menzionati nel trailer, il che potrebbe significare che questa fantomatica donna di cui ci viene parlato potrebbe essere stata conosciuta ed aver incontrato la propria morte nel corso di questi 8 anni di tentativi di comprensione. Tentativi che, possiamo supporre, potrebbero aver portato al deterioramento del loro rapporto. Alla fine del trailer vediamo il protagonista seduto su quella che somiglia molto ad una sedia elettrica, con un’espressione corrucciata, come se fosse in preda a qualche tipo di preoccupazione o perfino collera. Ma ancora una volta è difficile fare congetture col poco materiale che abbiamo.

Il trailer va quindi a chiudersi con la schermata del titolo, contornata dall’invito ad aggiungere Karma alla wishlist di Steam e, contemporaneamente, da alcuni disclaimer in basso, uno fra i quali ci rende noto che il gioco è realizzato con l’Unreal Engine. Il tutto con una voce piuttosto inquietante di sottofondo, che ci da il benvenuto e si auto definisce “MOTHER”, ovvero “madre”.

Voi cosa ne pensate, amici del Vault? Di materiale su cui speculare ce n’è poco, ce ne rendiamo conto, eppure chi scrive è convinto che questo Karma, se ben realizzato, potrebbe rivelarsi un’interessante scoperta, con una trama piuttosto articolata e complessa ed un comparto grafico che, come abbiamo potuto vedere, è di tutto rispetto. Fateci quindi sapere quali sono le vostre impressioni, e nel frattempo vi lasciamo qui sotto il trailer di Karma: The Dark World, in modo che possiate gustarvelo anche voi. Buona visione!

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