C’è un nuovo principe in città

by Splintell
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Ad oltre un anno di distanza dal lancio dell’oramai celebre Mac mini 2020, in cui il nuovo SoC Silicon M1 veniva rivelato al mondo, Apple decide di rincarare la dose presentando ufficialmente quella che ci è sembrata la naturale evoluzione di un architettura che ha stupito il mondo intero.
Noi, come nessun altro, non ci aspettavamo però un tale salto in avanti nelle prestazioni dichiarate dalla casa di Cupertino.

Ben consapevoli delle strategie di marketing che hanno da sempre distinto i prodotti Apple (il classico 2 volte più veloce ma non si sa bene di cosa), abbiamo però riscontrato nelle specifiche tecniche una quantità di dati numerici davvero sorprendente (rispetto al passato), segno che davvero Apple ha fatto uno sforzo per venire incontro a quel mondo Pro che tanto si vanta di servire con intere linee di prodotti a loro dedicati.

Stiamo ovviamente parlando dei nuovi Macbook Pro (sorvoleremo sulle varie configurazioni, per chi volesse approfondire potrete trovare tutto sulla store di Apple qui) e del re indiscusso di questi giorni, il nuovo Silicon M1 MAX.

Le caratteristiche sono da capogiro:

  • Fino a 64 GB di memoria RAM unificata (inserita direttamente sul SoC) con tutti i benefici del caso in fatto di latenza e timings.
  • CPU da 10 core in configurazione 8+2, i primi ad alte prestazioni e gli ultimi ad alta efficienza.
  • Consumi ridottissimi a parità di carico di lavoro, con un TDP di 65 Watt per alimentare tutto il SoC al massimo delle prestazioni, mentre dichiara fino a 21 ore di autonomia in riproduzione video.
  • Uno spaventoso 400 GB/s di Memory Bandwidth, una caratteristica mai vista prima d’ora in un PC dedicato alle masse, figurarsi in un Laptop.
  • Supporto nativo in codifica e decodifica del formato ProRes, feature inclusa anche nei nuovi iPhone 13 Pro e Pro Max.
  • Supporto nativo fino 3 Display Pro XDR esterni (che sono monitor Apple da 6K di risoluzione) più una TV 4K via Thunderbolt 4.

Come abbiamo già detto prima, Apple per restare fedele a se stessa ci ha fornito anche questi spettacolari grafici prestazionale:

Per la primissima volta abbiamo nero su bianco le macchine rivali, i termini di paragone con cui poter meglio contestualizzare quel -70% e -40% che vediamo in grafico.
Certo, non abbiamo idea alcuna di quale sia il test scelto e come sia stato eseguito, ma anche ipotizzando lo scenario peggiore possibile il divario (per adesso teorico) presente tra performance per watt è tale da far gridare al miracolo anche in caso di pareggio con la controparte Windows (in questo caso CPU Intel e GPU Nvidia).

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