The Last Spell: Preview

by Zethras Gorgoth
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Da che mondo è mondo, i videogiochi hanno sempre rappresentato una sfida da superare, almeno per com’era la concezione del medium ai tempi. Lo abbiamo già detto su PC Gaming Vault, ma volendo sintetizzare agli albori del videogioco inteso come mezzo di intrattenimento, gli unici introiti erano quelli dei cabinati arcade, che quindi finanziavano progetti futuri. E questo portava ovviamente i videogiochi ad essere difficili, perchè l’utente doveva ingozzare di soldi il cabinato in modo che lo sviluppatore ne avesse un introito. Sebbene oggigiorno il videogioco si sia semplificato enormemente, tanto che finirlo è diventato un dovere agli occhi del giocatore, ci sono alcune software house che ancora rimangono legate al concetto della sfida da superare, quella ostica e difficile, quella che ti fa imprecare ma che quando la superi si rivela soddisfacente e gratificante, soprattutto. E sebbene il primo titolo che può venire in mente in questa particolare circostanza sia Dark Souls, altri hanno assurto di maggior diritto al titolo di giochi complessi, difficili e punitivi. Potremmo citare Darkest Dungeon, impietoso nel suo calare l’accetta sul giocatore disattento, così come i Roguelike come The Binding of Isaac, o i giochi squisitamente complicati alla vecchia maniera, come Hollow Knight, o anche quello che è de facto e con buona ragione definito “un Dark Souls, ma in 2D”, ovvero Salt and Sanctuary. Ora possiamo aggiungere un nuovo titolo a questo computo, che sebbene sia ancora in una fase di early access sembra avere tutto ciò che occorre per poter diventare un vero e proprio successo di vendite e critica: The Last Spell.

Il mondo è nel caos. I maghi, dopo essere stati la causa di un cataclisma globale che minaccia di distruggere completamente il mondo e la sua popolazione, sono stati messi per la maggior parte al bando, e talvolta perfino peggio. Eppure, alcuni di loro hanno iniziato a lavorare sulla creazione di un incantesimo, proprio quel Last Spell che da il nome al titolo. Ma sono indifesi, costretti a concentrarsi sul proprio compito, e così spetta ad altri proteggerli, e con essi l’insediamento. Uomini e donne coraggiosi disposti a farsi avanti per contrastare le schiere di mostri e demoni che strisciano fuori dalla nebbia viola che ha avvolto tutto il mondo, cercando di porre fine a coloro che vi abitano. Starà a noi, nei panni del cosiddetto Comandante, arginare questa terribile minaccia. A noi verrà dato il compito di condurre le truppe in battaglia e di proteggere quanto ancora rimane in piedi di quello che ormai sembra destinato a cadere completamente in rovina.

Un incipit apocalittico, che lascia ben poca speranza di salvezza, e che fa da giusto corollario ad un’atmosfera cupa e malsana, nella quale ci troveremo a muoverci. E già dalle prime battute gli sviluppatori vogliono darci un avviso, qualcosa che risuona molto come quel cartello appeso dinnanzi all’ingresso dell’inferno nella Divina Commedia: lasciate ogni speranza, o voi che entrate. Perchè The Last Spell, per stessa ammissione degli sviluppatori, è un gioco difficile. E’ stato concepito per esserlo, per porsi come una sfida in un panorama di facilità quasi dilagante. E ci permettiamo di dire che ci riesce benissimo. Giocare a questo titolo è come entrare in una sala delle torture; sai che soffrirai e che farà male, ma al contrario del solito outcome di questo genere di situazioni, qui il destino ti viene lasciato in mano. E’ tuo da gestire, da plasmare. Fino alla morte. E non facciamoci illusioni, perché la morte arriverà, eccome se lo farà. Sta a noi cercare di ritardarla.

The Last Spell si presenta come un gioco ibrido, nel quale vengono sapientemente mischiati i generi del tower defence, del gestionale e del gdr strategico, e lo fa in un modo che a noi è parso a dir poco pregevole. Il tutto viene suddiviso in due fasi ben distinte, quella del giorno e quella della notte. Nella prima fase dovremo operare quello che è il lavoro gestionale vero e proprio; costruire difese in previsione dell’attacco, schierare i nostri eroi sul campo, migliorare gli edifici oppure semplicemente fare acquisti di armi, armature ed equipaggiamenti vari. E, naturalmente, trattandosi di un gdr, non può mancare la meccanica del Level Up. Sebbene l’accesso a queste funzioni non sia immediatamente discernibile non c’è alcun motivo di preoccuparsi. E’ in questa circostanza che entra in gioco il cosiddetto diario del comandante, nel quale vengono elencate tutte le mansioni che è possibile svolgere durante la fase diurna, e nelle quali dovremo gestire le nostre risorse.

Ed è proprio qui che entra in gioco la componente gestionale del titolo, che ci vedrà gestire i -pochi- soldi di cui disporremo per potenziare al meglio possibile le risorse che ci vengono date. Miglioro gli edifici per avere più lavoratori? O forse mi conviene maggiormente comprare equipaggiamenti nuovi per i miei eroi sul campo? E quante difese devo costruire? Queste e molte altre domande troveranno posto molto spesso giocando a The Last Spell, e sarà sempre opportuno saper rispondere al meglio a questi quesiti, perché una scelta sbagliata può molto spesso fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta. Così come può essere decisiva la scelta dei Level Up da fare per i nostri eroi. Ci troveremo infatti a scegliere fra le caratteristiche da alzare, come danno fisico e magico, rigenerazione del mana e via dicendo, e ad ogni livello che faremo saremo in grado di scegliere un cosiddetto perk da apprendere, ovvero un’abilità speciale che ci renderà sicuramente la vita molto più facile quando ci troveremo ad affrontare i nemici usciti dalla maledetta nebbia viola che copre il mondo.

Una volta che avremo svolto le nostre operazioni (e credeteci, avremo costantemente l’impressione di non poter mai fare abbastanza) sarà il momento di cambiare fase tramite un apposito pulsante posto in alto a sinistra sullo schermo, che una volta premuto darà inizio alla fase notturna, quella dove il combattimento da gdr strategico di The Last Spell ha modo di brillare in tutta la sua complessità. Certo, non brilla di luce propria, è chiaro come il sole che è stata tirata in ballo l’ispirazione mutuata da titoli come Final Fantasy Tactics, così come è impossibile no notare una certa somiglianza a livello di concept con Darkest Dungeon, eppure ciò che viene proposto sa farsi apprezzare.

Non c’è niente di banale nel sistema di combattimento di questo titolo, a cominciare dalla scelta non casuale di indicare al giocatore la direzione, o le direzioni, dalla quale arriveranno i nemici. E da quel momento in poi si parlerà di vera e propria carneficina, in una situazione in cui saremo abbandonati a noi stessi, perché una delle cose che non è possibile fare in The Last Spell è cambiare equipaggiamenti o posizioni delle difese una volta che il combattimento sarà iniziato. Scopo del gioco è fondamentalmente quello di mantenere in vita gli eroi, ed altresì quello di proteggere i maghi che al centro della città si adoperano per lanciare l’incantesimo. I nostri personaggi potranno muoversi nel più classico dei sistemi a griglia e avranno un numero prestabilito di mosse utilizzabili, così come di movimenti per ogni turno. Perché si, perfino i passi compiuti sono una risorsa da non sprecare per nessun motivo.

Ad ogni turno potremo far compiere diverse azioni ai personaggi che controlleremo, siano esse movimenti, azioni difensive, attacchi fisici ed attacchi speciali che sfruttano il mana per essere utilizzati. E per quanto sia allettante utilizzare immediatamente i colpi più potenti a nostra disposizione ci renderemo conto immediatamente che è una pessima idea. Perché il modus operandi di The Last Spell è quello di sopravvivere col poco che si ha a disposizione, e se si spreca quel poco la situazione diverrà molto grama molto presto. Perfino la disposizione dei nostri eroi sul campo di battaglia sarà essenziale, in quanto ad ogni turno che faremo passare l’orda di nemici avanzerà inesorabilmente con l’unico obiettivo di raggiungere il centro città, e se sciaguratamente avremo esaurito i movimenti a disposizione potremmo trovarci nella scomoda situazione di dover subire molti colpi, colpi che potrebbero portare il nostro personaggio ad una morte molto poco epica o onorevole. La morte, in particolar modo, è un qualcosa da prendere estremamente sul serio: se i videogiochi odierni ci hanno infatti abituati alla possibilità di riportare in vita gli alleati caduti, qui potremo scordarcelo bellamente, in quanto ogni combattente caduto sarà caduto per sempre. Sarà quindi necessario entrare nella mentalità che ad ogni turno dovremo muoverci, attaccare e muoverci ancora, scegliere le posizioni strategicamente migliori e quindi colpire nel modo migliore possibile, sperando che il nostro attacco sortisca qualche tipo di effetto e sia utile all’economia dello scontro.

La nostra sopravvivenza sarà misurata in giorni, ovvero in cicli di giorno e notte, e più saremo in grado di sopravvivere all’ordalia dei mostri usciti dalla nebbia maggiori saranno le nostre possibilità di sopravvivere un giorno in più, perché ad ogni nuovo giorno corrisponde una nuova possibilità di potenziarsi e prepararsi in vista degli scontri che ci attendono, e sperare che basti per vedere una nuova alba. Cosa assolutamente non scontata. Fortunatamente i ragazzi di Ishtar Games hanno si reso questo gioco estremamente difficile, ma lo hanno anche fatto con una buona dose di cervello e buon ragionamento, e hanno avuto l’idea apprezzabile di inserire una easy mode, che è peraltro completamente configurabile secondo il nostro gusto personale. Certo, non appena si cerca di impostarla si viene accolti da un messaggio degli sviluppatori che ci avvertono di come questo vada contro lo scopo ultimo del gioco, ma nulla ci impedisce di farlo e di scegliere bonus di vario tipo come maggior quantità di oro, di risorse o di vita e danni per i nostri personaggi. Un’idea che sicuramente i puristi potrebbero non apprezzare, ma che permette a tutti di godersi nel migliore dei modi questo titolo.

La morte, come ormai avrete capito, è sempre dietro l’angolo, ma fortunatamente la gestione delle risorse non è l’unico modo per ritardarne l’arrivo. Dopo aver affrontato la battaglia tutorial -nella quale sospettiamo peraltro che morire sia obbligatorio ai fini del gioco- ci troveremo davanti ad una schermata nella quale potremo scegliere il lato oscuro o quello luminoso. E per quanto sia divertente pensare ad un eventuale roleplay, entrambi i lati sono utili e dovrebbero essere considerati. Accedendo all’una o all’altra fonte di potere ci troveremo faccia a faccia con un’entità differente che ci offrirà il proprio favore; spendendo punti tramite questa entità, che potremo accumulare dopo ogni nottata di scontri, sarà possibile acquistare diverse abilità permanenti con svariati effetti. Da quanto abbiamo avuto modo di notare, Il lato oscuro offre abilità di stampo maggiormente offensivo, mentre quello luminoso sembra maggiormente focalizzato sulla difesa e sulla resistenza. A noi, ovviamente, spetterà la scelta di come impostare la nostra campagna. Inutile dire che anche qui ogni scelta andrà calcolata e valutata nel miglior modo possibile.

Il comparto tecnico di The Last Spell è forse quello che ci ha sorpreso in misura minore. E non perché sia di fattura scadente o mal realizzata, tutt’altro, ma semplicemente perché viene utilizzato anche qui lo stile ormai un po’ trito della pixel art, che per quanto sia in grado di offrire visuali pregevoli se ben utilizzata, alla lunga inizia ad essere prevedibile, in quanto viene ormai utilizzata in molti altri titoli sui generis e non, e pertanto inizia a perdere quel senso di novità che poteva avere quando venne impiegata per la prima volta. Fatta questa premessa, tuttavia, lo spettacolo per gli occhi è sicuramente notevole e ben realizzato; i colori non sono eccessivamente saturati e gli accorgimenti utilizzati riescono a creare la giusta atmosfera per questo tiolo, in concomitanza con la componente audio che dispone di alcune tracce dal mood ansiogeno ed al contempo epico, andando quindi a sottolineare nel modo migliore possibile la sensazione di solitudine che si prova giocando a questo titolo. Purtroppo al momento della prova il gioco non disponeva della lingua italiana, ma del resto gli stessi sviluppatori avvertono ad inizio partita di come The Last Spell sia un gioco ancora in early access e di come conseguentemente alcune funzioni potrebbero non funzionare correttamente oppure essere assenti. Va però lodato il buon lavoro fatto con i menu di configurazione, così come l’eccellente fluidità del titolo, che durante le nostre prove non ha mai avuto cali di frame o instabilità di sorta.

Volendo tirare le somme, The Last Spell si propone fin d’ora come un titolo dal grande potenziale, uno di quelli che una volta terminato ed opportunamente rifinito potrebbe invero rivelarsi una perla di rara bellezza, accessibile sia ai cosiddetti hardcore gamer che ai giocatori più casual. Pur non essendo un titolo attualmente completo, la prova effettuata ci ha senza dubbio convinto, e pertanto ci sentiamo di consigliare a chiunque sia interessato a questo genere di giochi di tenerlo d’occhio in attesa di una sua uscita ufficiale. Non è ancora presente alcuna data specifica, ma considerando lo stato in cui si trova il titolo non dovrebbe mancare molto secondo le nostre previsioni. Insomma, aspettiamo e vedremo. Perchè sicuramente ne vedremo delle belle.

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