As Dusk Falls Review

by Patrick Grioni
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Sviluppatore:Distributore:Versione testata:Costo:Data rilascio:
Interior/nightXbox Game StudiosSteam29,99 euro19/07/2022

La software house Quantic Dream è stata una innovatrice incredibile nell’ambito delle avventure Pc e console, fin da suo debutto con Nomad Soul, ma soprattutto fu apprezzata per lo sperimentalismo in Fahrenheit 5 anni più tardi per poi consacrarsi sulle opere arrivate su console Sony, inizialmente, come Heavy Rain e Beyond: Two Souls, per finire con l’indimenticabile, e secondo noi opera massima, Detroit: Become Human.

Perchè diciamo ciò? Caroline Marchal, fondatrice di Interior/Night, software House che ha confezionato As Dusk Falls è figlia proprio di una lunghissima esperienza con la compagine Parigina di David Cage, e forse anche per il suo nome altisonante si è creato un certo interesse intorno al titolo distribuito da Xbox Games.

Si tratta, come da copione, di un’avventura interattiva dove le scelte del giocatore, che siano morali o semplicemente circostanziali, hanno un peso sull’andamento della storia, con possibilità di incidere anche profondamente sulle conseguenze che patiranno i personaggi che andremo a conoscere.

Insomma, sicuramente la narrazione diventa assoluta protagonista, ma anche l’aspetto psicologico risulta particolarmente approfondito, in un mix che ci ricorda altri delicatissimi prodotti che non hanno solo saputo creare interesse, ma che ti lasciano anche quel qualcosa in più.


TUTTE LE STRADE PORTANO AL DESERT DREAM MOTEL


La narrazione, dicevamo.

Come ogni buon copione tutto inizia per caso: la famiglia Walker, guidata da Vince, protagonista sostanziale della vicenda narrata, è in viaggio verso il Missouri in direzione Albuquerque e si trova, malauguratamente, a incrociare il Van dei fratelli Holt, dei pochi di buono che hanno appena avuto la brillante idea di andare a rubare a casa dello sceriffo della contea di Two Rock.

Ovviamente, quest’ultimi, con una manovra azzardata faranno perdere il controllo del mezzo a Vince con conseguente danno meccanico che costringerà l’allegra famigliola a rifugiarsi nel Desert Dream Motel, una struttura ben curata, ma che si trova nel mezzo del nulla della iconica Route 66.

Il caso vorrà che anche i fratelli Holt, in fuga dallo sceriffo Dante, saranno costretti a prender momentanea dimora li, innescando sostanzialmente tutta la tensione strutturale di cui As Dusk Falls è ricolmo: Vince, come detto, non è solo, con lui è presente la moglie Michelle, sua figlia Zoe di appena 6 anni e il padre malato, con cui tenta di ricucire un rapporto, Jim.

L’istinto di sopravvivenza e le responsabilità genitoriali saranno per buona parte del tempo il fulcro su cui si poggerà la forza narrativa, ma non mancheranno approfondimenti anche sulla famiglia Holt, sul perchè essi abbiano deciso di compiere quel folle gesto, e presto capiremo che il gioco degli equilibri non è propriamente come presumevamo che fosse.

Tutto questo è capace di tenervi incollati alla vostra sedia da gaming, anche perchè furbamente quello che si consumerà in quell’isolato Motel in Arizona è solamente parte del prodotto di Caroline Marchal.

Esiste , infatti, una sorta di secondo capitolo in cui apprezzeremo le conseguenze concrete delle scelte fatte a Two Rock sia per la famiglia Walker che per gli Holt, in una sorta di approfondimento anche psicologico di come alcune vicende vissute possano renderti più forte o più debole a seconda del tuo ruolo e della forza che hai per affrontarle.

Una modalità forse non inedita, ma sicuramente più introspettiva, che indubbiamente non ha il pathos e la tensione della prima parte di avventura, ma che comunque rappresenta uno studio delle conseguenze ben implementato e interessante.


SCELTE


Emulando un po’ Quantic Dream, As Dusk Falls fa quello che gli riesce meglio, offrirci delle scelte, in una vicenda appassionante, costituendo una sorta di anello di congiunzione tra esperienza cinematografica, similare a un film poliziesco, e intrattenimento digitale.

L’importante, in questo caso, è avere la sensazione che ogni nostra decisione abbia un peso, e la struttura ad albero esposta ogni volta che termineremo un capitolo è li a dimostrarci quanto avremmo potuto andare lontani rispetto alle scelte effettuate, ma è anche uno stimolo potentissimo per la rigiocabilità.

La nostra interazione sarà richiesta in 3 modalità distintive: con timer a tempo per creare tensione (con attivazione di risposte aggiuntive man mano che mancheranno sempre meno secondi), scelte fondamentali senza timer e QTE (Quick Time Event), quando dovremmo eseguire azioni più meccaniche come fughe o contatti fisici.

Insomma una varietà ragionevole e piacevole: nota particolarmente positiva, il prodotto è completamente tradotto e doppiato in Italiano, il che farà felici molti ed è un segno di speranza per una maggiore attenzione al nostro idioma.

Vi è poi inclusa una modalità multiplayer, che consentirà fino a 8 giocatori di vivere la vicenda della famiglia Walker ed effettuare scelte che verranno stabilite in base alla maggioranza numerica dei votanti, con possibilità per ogni partecipante di usare la funzionalità overdrive che sarà in grado di pilotare una decisione senza necessità di consenso altrui, uno schema che riteniamo un po’ una forzatura in un prodotto che predilige una certa intimità, ma che potrebbe essere divertente per sviluppare scenari inediti dopo aver finito il titolo per conto proprio.

Da aggiungere c’è poco altro, la durata complessiva è di circa 7-8 ore, piacevoli sicuramente e adeguate al narrato, come detto la seconda parte più introspettiva ha ritmi decisamente diversi e qualcuno potrebbe vederla come meno convincente, rispetto alla tensione che si prova a Two Rock.


TECNICA


Sistema Prova
Processore: Ryzen 5 5600X
Scheda Grafica: RX 6700 XT
Ram: 16 GB 3200 Mhz
Archiviazione: 250 GB NVME + 500 GB SSD SATA

Il problema grafico più pesante che presenta As Dusk Falls è la limitazione a una risoluzione di 1920×1080 a 30 fps. Pur avendo una configurazione in grado di gestire ben altre beltà, questa sarà una barriera insormontabile. Inoltre, sul nostro pannello Ultra Wide, come molti prodotti del genere, conviveremo con due barre nere laterali.

Nonostante questo, la presentazione risulta convincente, con uno stile animato molto cinematografico fatto di frame singoli spezzati da sezioni più fluide e animate, un unico nel panorama dei prodotti narrativi, che dopo una fase iniziale in cui ci si deve fare l’abitudine, diventa congeniale al tipo di sceneggiatura.

Artisticamente, soprattutto nella caratterizzazione delle varie figure che incontreremo, tocchiamo assolute vette, ed è forse una delle caratteristiche migliori del prodotto, con personaggi visivamente complessi e resi magistralmente nelle loro esternazioni corporali che trasudano sentimenti.

Anche a livello sonoro, quel country introduttivo geniale oltre che effetti assolutamente convincenti, vi immergeranno immediatamente nel sapore decadente del Desert Dream Motel, e senza quasi accorgervene vi troverete a canticchiare i motivetti presenti nel gioco.

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