Con l’ultimo brevetto presentato da Intel, l’azienda di Santa Clara ha intenzione di potenziare la performance single-thread con SDC, ovvero Software Defined Super Cores. Nel dettaglio si tratta di una novità che andrà ad ottimizzare le operazioni single-thread, sebbene possano sembrare multi-thread sotto certi aspetti: ma in che modo funzionerà? Cerchiamo di capirlo meglio.

Il brevetto EP4579444A1 dimostra che l’azienda ha intenzione di migliorare le prestazioni single-thread delle CPU senza però dover scalare l’hardware o affidarsi a nodi di processo più piccoli (e frequenze più elevate). Con il Software Defined Super Cores Intel può quindi utilizzare più core rispetto ad uno solo di grandi dimensioni, tuttavia fondendoli virtualmente quando necessario. Ciò significa che due core possono lavorare insieme dividendo il carico, con un conseguente miglioramento delle prestazioni in single-thread, mantenendo le istruzioni nell’ordine corretto.

Ovviamente si tratta di una novità non particolarmente semplice, dato che mantenere l’ordine del programma dividendo i compiti su più core è una sfida. In pratica, è come se il lavoro venisse assegnato a due persone, piuttosto che ad una sola, ma entrambe condividono lo stesso compito in modo da portarlo a termine più velocemente. Sebbene sembri una dinamica multi-threading, l’obiettivo di SDC è strettamente concentrato sulle operazioni single-thread.

Grazie quindi alla fusione dinamica, in caso di lavori single-thread più pesanti, la CPU può creare un super core che possa completare il lavoro più velocemente, tra l’altro senza aumentare la tensione o la frequenza. Vedetela come una sorta di suddivisione delle istruzioni: il carico viene diviso su più core di dimensioni ridotte, per poi coordinarsi per mantenere l’ordine e garantire il corretto trasferimento dei dati grazie allo Shadow Store Buffer.
Appassionati del Vault, Intel dovrà quindi affrontare diverse sfide insidiose, in particolare il modo in cui il sistema operativo riconoscerà e assegnerà i carichi di lavoro ai core. Vi ricordiamo inoltre che l’azienda ha incassato la stupefacente cifra di 5,7 miliardi di dollari, successivamente all’ accordo con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dalla cosiddetta “Chips Act”. Non ci resta quindi che attende nuove informazioni in merito a questa tecnologia, in via di sviluppo e di come Intel riuscirà a metterla “on road”.
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