V.E.T.O. e V.E.T.O. P.R.O, un modello che non prevede sconti ed offerte

by Marco Floriddia
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Avete notato che l’aria è diventata irrespirabile? Non parlo delle ventole del vostro PC, ma del prezzo da pagare per mantenere viva la nostra passione.
Fino a pochi anni fa, il patto tra noi e l’industria era chiaro: noi portavamo i soldi, loro portavano l’innovazione ad un livello accessibile. Oggi quel patto viene costantemente riscritto, spesso fin troppo unilateralmente.

Guardiamo la PS5 Pro. 800 euro. Senza lettore. Senza stand. Non è un prodotto, è un test. È un ariete per sfondare la barriera psicologica e vedere quanto dolore il vostro portafoglio è disposto a sopportare prima di gridare “basta”. Guardate le handheld: nate come miracolo di accessibilità con la Steam Deck, scivolare in un lampo verso oggetti di lusso da 1000 euro, spesso lanciate sul mercato ancora acerbe, piene di bug e ottimizzazioni da attendere pazientemente.


L’INGENERIA DEL “MENO PER PIU'”


Nella mia vita professionale sono un ingegnere gestionale, specializzato nell’analisi delle catene del valore (Value Chain) e nella metodologia Lean. Il mio lavoro è individuare gli sprechi e massimizzare la qualità.
Quando guardo l’attuale mercato hardware con gli occhi del professionista, oltre che quello da appassionato, non vedo solo “evoluzione”. Vedo anche inefficienza spacciata per lusso. Vedo quel che in gergo viene definito COPQ (Cost of Poor Quality, il costo della bassa qualità) ribaltato fin troppo sull’utente finale.

Vedo pratiche di “Tech-Shrinkflation” che giocano sulla linea sottile del “legit”: ci danno meno hardware, bus di memoria tagliati, SKU che sembrano operazioni chirurgiche al ribasso, materiali e soluzioni peggiori, ma mantengono il prezzo o lo alzano confezionandolo con qualche ninnolo che attiri la nostra attenzione. Vedo aziende che hanno palesemente smesso di essere consumer-centriche non impegnandosi nemmeno più di tanto almeno nel sembrare di esserlo, ad esempio iniziando a cercare modi per blindare le feature dietro muri software (come il DLSS o il Frame Gen esclusivi per generazione), rendendo obsoleto il vostro acquisto non per limiti fisici, ma per capriccio commerciale.
La lista è assai lunga, per comodità ci fermiamo a questi esempi.


LA SINDROME DEL “PAGANTE NON RETRIBUITO”


Diciamocelo chiaramente: oggi acquistare al Day One spesso non è più un privilegio da “Early Adopter”. È lavoro non retribuito.

Comprare una handheld o un gioco tripla A al lancio, oggi, equivale a pagare il biglietto intero per entrare in un cantiere e finire il lavoro al posto degli operai. Basti pensare al lancio molto opinabile della MSI Claw A1M, o al “piccolo” difetto sulla porta SD delle prime Ally. Ma l’esempio certamente più eclatante e rappresentativo nella storia recente, che ha sancito l’inizio della vendita di promesse (e solo quelle) è il lancio delle RTX 2000, con un costosissimo pacchetto feature e software, divenuto realtà accettabilmente consolidata appena due generazioni dopo, cioè una volta tagliati fuori dal Club “esclusivo”. Davvero ben fatto.
Troppo spesso si finisce a finanziare lo sviluppo di prodotti immaturi. Ma c’è un limite sottile tra essere un Early Adopter o un Enthusiast e un Beta Tester gratuito. Spesso il limite è l’innovazione e il valore potenziale portato e godibile in tempi ragionevoli, non attendendo N generazioni affinché lo sia. Se non è innovativo, se non è godibile, è Beta Testing gratuito, anzi, peggio: stiamo pagando per lavorare.

Immaginate se il vostro datore di lavoro vi tagliasse lo stipendio del 30% e poi vi chiedesse di fare due ore di straordinario gratis ogni sera “per supportare l’azienda”. Lo accettereste? Probabilmente no. Eppure, è esattamente quello che facciamo quando difendiamo online un brand che ci ha appena venduto una GPU over-priced, un prodotto difettoso che viene sostituito da uno che contiene il fix, offerto al prezzo di un bene di lusso. Ci trasformiamo in PR gratuiti per multinazionali che stanno attivamente erodendo il nostro potere d’acquisto.


SERVE UN NUOVO METODO DI DIFESA


Non basta più dire “è caro”. Dobbiamo capire come ci stanno manipolando per poter dire di no con cognizione di causa. Dobbiamo smettere di abboccare alle esche del “Future Proofing” e della “Scarsità Artificiale”, per citarne alcune.

Per questo ho elaborato un framework. Non è una guida agli acquisti, è un sistema di difesa logico. L’ho chiamato protocollo V.E.T.O. e serve a distinguere il valore reale dal “teatro dei prezzi”.

Se siete stanchi di essere trattati come bancomat senzienti, è ora di girare pagina.

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