Ryzen 7000, conviene davvero?

by Patrick Grioni
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Zen 4 ha rappresentato un importante traguardo per AMD, il momento in cui è stato possibile per tutti acquistare la nuova piattaforma mainstream generazionale, condita dalle debuttanti, su piattaforma AMD, RAM DDR5, e un nuovo socket, AM5, per il quale sarà necessario dotarsi di una nuova scheda madre con chipset X670E o X670, mentre per il mese in corso è atteso B650 e relativa versione E.

Il suffisso E indica la possibilità di sfruttare il nuovo standard Pci-e 5.0 sia per la componente video che quella storage, oltre a una maggiore propensione a overclock e dotazioni di base più curate, con più porte USB, più linee Pci-e, miglior comparto VRM, ecc.. insomma delle versioni premium, o, diremmo noi, complete.

Questa completezza, che su X570 fu la base, è invece proposta come ricetta premium in questa nuova generazione.

Purtroppo nelle nostre mani non è finita nessuna di tali CPU tanto da potervi fornire un feedback diretto, ma sono uscite diverse recensioni, che possiamo sfruttare per fare qualche considerazione di massima.

Il primo passo fondamentale che ha solcato Zen 4 e che lo fa sembrare sempre più vicino alla proposta Intel per diversi aspetti è il passaggio dal vecchio ma funzionale socket PGA da 1331 pins, al nuovo LGA da 1718, seguendo di fatto la strada tracciata dalla casa blu da diversi anni, il che vuol dire per l’utenza mai più CPU incollate al dissipatore in fase di disassemblaggio, e per AMD la possibilità di avere più svincoli tecnici, in primis un PPT che si alza a 230W per alimentare le nuove CPU e raggiungere un considerevole clock massimo.

Nota assolutamente di pregio e positiva, non sarà necessario cambiare dissipatore perchè viene garantita la massima compatibilità tra le soluzioni pensate per socket AM4 e il nuovo AM5 (senza kit di supporto) sempre che abbiate un prodotto in grado di tenerlo a bada, quindi vengono esclusi assolutamente tutti i dissipatori ad aria reference come Spire Cooler o similari.

Come detto con AM5 nasce la necessità anche di cambiare imprescindibilmente mainboard, con garanzie, da parte di AMD di un supporto esteso nel tempo (come avvenuto su socket AM4 nonostante qualche tentativo per limitare tale prerogativa..) e per farlo, ad oggi, sarà necessario acquistare una scheda madre con Chipset X670E o X670.

Questi Chipset, che in realtà sono un singolo prodotto chiamato Promontory 21 prodotto da Asmedia, si differenziano per il numero di essi presenti nelle mainboard, 2 nel caso delle versioni X e uno solo per quelle B in uscita a ottobre: ne consegue che la differenziazione funzionale sia solo nella quantità di porte USB supportate, per le porte Lan, per il supporto a livello di linee Pci-e 4 e Pci-e 3, mentre per Pcie-e 5 (28 provenienti dalla CPU) il discorso cambia.

Abbiamo sviluppato uno schema il più possibile chiaro che potete trovare in calce: la sicurezza del supporto completo vi sarà solo con X670E, per tutti gli altri prodotti, si passa al più da una parte grafica “Opzionale”, il che in sostanza rimanda ai produttori di schede madri e ai modelli specifici per valutare tale valore aggiunto, con la certezza, però, di 8 linee Pci-e 5.0 dedicate, per tutte le soluzioni, allo storage.

ChipsetGPUSTORAGE
X670EPresentePresente
X670OpzionalePresente
B650EOpzionalePresente
B650Non PresentePresente
Supporto CPU Ryzen 7000 di Pci-e 5.0

Parlando, invece, più nello specifico della configurazione tecnica, in Zen 4 viene mantenuto lo schema di un massimo di 2 Die CPU (composti da 8 cores) a 5 nm (TSMC 5N) accompagnati da un die funzionale alla componente I/O a 6 nm (6N TSMC): per fare un paragone con Zen 3 i core CPU erano sviluppati a 7 nm, mentre la parte I/O a 12 nm (Globalfoundries).

Quindi, paradossalmente, la miglioria più significativa è proprio in quella sezione di CPU che acquisisce una importante novità, una componente grafica integrata per tutte le future CPU AMD: nulla di eclatante e non certo pensata per sostituire una dedicata, ma che sarà un supporto importante per chi assembla Pc in funzione di testing CPU, o per tutti quelli uffici che non necessitano di GPU di un certo livello.

Si tratta nello specifico di 2 unità CU su architettura RDNA2 (la stessa presente nella serie RX 6000 o in Steam Deck) che possono raggiungere e superare i 2 Ghz ma che, soprattutto, consentono di utilizzare varie connessioni ai panelli dei monitor che passano da DP, HDMI 2.1, USB C oltre che la decodifica AV1, H.264 e HEVC (che paradossalmente non sono presenti in RX 6500 XT, tanto per fare un esempio), insomma una funzionalità assolutamente gradita che sposa una maggiore flessibilità del prodotto.

Ovviamente le migliorie dell’efficienza dei CCX sono state apportate con un lavoro “di fino” e hanno consentito un 13% di aumento di IPC (secondo AMD stessa), grazie anche al raddoppio della cache L2 che passa da 512 kB agli attuali 1 MB, ma che viene supportata da ottimizzazioni interne abbinate a un aumento di frequenza media del 16% grazie al processo di miniaturizzazione a 5nm.

Troviamo, inoltre, ma è un feature che a noi gamers interessa relativamente, il supporto alle istruzioni AVX512 (paradossalmente abbandonate per questioni di consumi da Alder Lake) e che vengono proposte attraverso due canali a 256 bit, utili per calcoli inerenti fisica e IA, e che segnano un importante passo aventi rispetto a Zen 3, se si necessita di tali peculiarità.

Molto più importante risulta il supporto Ram, con un protocollo, AMD EXPO, che diventa specifico per le piattaforme Ryzen d’ora in poi, così come XMP lo è stato per Intel: il supporto ufficiale CPU parla di moduli a 5200 MT/s, ma ci si potrà spingere fino a 6000 MT/s, con un setting dell’ IF non paritetico.

A differenza del passato, AMD suggerisce un’ impostazione che consente di livellare la frequenza del memory controller in pari con quella delle Ram (almeno fino a 3 Ghz), mentre la frequenza dell’ IF è consigliato lasciarla su AUTO, con una impostazione massima di 2 Ghz.

Abbiamo quindi un rapporto che non sarà più 1-1-1 come con Zen 3, ma 3-3-2: a differenza della piattaforma Intel, lo sfruttamento delle Ram DDR5 avrà quindi come in passato dei vincoli, il che implica che servirà a poco dotarsi di Gskill da 7000 MT/s, visto che superando i 3 Ghz per controller e Ram interverrà il divider a rendere vano ogni sforzo.


MA QUINDI COME VANNO IN GAMING?


Se da una certa parte (grazie alle frequenze) i nuovi processori AMD sembrano essere pensati per l’ambito gaming, è però evidente che i veri game changer saranno le soluzioni con cache 3D in uscita a fine anno.

L’evidenza è data da una soluzione, R7 5800X3D che non solo in gran parte degli ambiti riesce a tenere testa a queste nuove proposte, ma dove la cache inizia a diventare un fattore preponderante prende letteralmente il largo: Zen4 mantiene latenze interne del tutto similari a Zen3 pur utilizzando Ram DDR5 che notoriamente offrono timings decisamente più rilassati e per questo non vediamo una incidenza e un distacco già di base come avvenuto col passaggio da Zen 2 a Zen 3.

Inoltre, pur con un clock superiore in gaming che va dal 1 Ghz a 1.1 Ghz rispetto al già citato R7 5800X3D, non riesce comunque ad avere un dominio netto, come probabilmente molti si aspettavano.
Anzi, spesso siamo, anche a basse risoluzioni, non distanti dalle CPU di passata generazione, soprattutto in titoli quali Far Cry 5 o Borderlands 3, dove è evidente quale soluzione abbia una marcia in più.

Mediamente, prendendo a modello le review di Anandtech, Guru3d, Techpowerup, Hardware Upgrade e Computerbase lo stacco con la precedente generazione è di circa il 15-20 %, con R7 7700X accreditato come migliore soluzione dedicata al gaming della nuova serie vanilla Ryzen, affermazione che ci sentiamo di condividere.

Tutto questo per una richiesta economica, attualmente, sicuramente importante: l’entry level R5 7600X, prendendo i prezzi ufficiali AMD per l’Italia lo si porta a casa con ben 379 euro, mentre R7 7700X ne richiede 499, sommando poi una mainboard classe X670 a circa 400 euro e 32 GB di Ram DDR5 di discreto livello, si arrivano a cifre che superano di molto i 1000 euro, anche per un Mid Level, quando solo poco tempo fa ne bastavano circa 600-700.

Anche nell’ambito consumi e temperature d’esercizio vi sono delle criticità: il processo di miniaturizzazione a 5nm, l’aumento di TDP e PPT, le frequenze raggiunte, cambiano un po’ i paradigmi di funzionamento della CPU e richiedono nuovi algoritmi per lo sfruttamento della stessa.

Nel test di Guru 3D, ma anche in quello di Techpowerup, si possono intercettare due evidenze interessanti, mentre in gaming, con le varie ottimizzazioni per core, si raggiungono temperature quasi similari alla precedente generazione, con 5-6 gradi di differenza, in regime di full load si arrivano tranquillamente a sfiorare i 90 gradi con un Tjmax di 95 gradi e un consumo di 175W, che limita alla fine il potenziale che potrebbe farlo spiccare fino a 230W.

Quest’ultimo limite è stata impostato successivamente da alcuni produttori di mainboard direttamente a livello Bios, per ottimizzare la resa performance-consumi e allo stesso offrire temperature finali (con un AIO 240 consigliato) in grado di vedere quota 80.

Abbiamo quindi CPU che costano (come piattaforma) molto, che in gaming staccano la precedente generazione non 3D, non in tutti gli ambiti, di circa un 15-20%, con richieste per la dissipazione sicuramente più sostanziose, non specificatamente in gaming, ma in workload elevati.

L’evidenza è che, almeno per ora (la situazione migliorerà con B650 sul mercato in uscita a breve) sono difficilmente consigliabili per tutti coloro che vengono da una piattaforma AM4 (con cui si possono montare tutte le precedenti CPU Ryzen), anzi quest’ultime risultano più indicate nel rapporto costo performance, così come Alder Lake di intel soprattutto in configurazione DDR4 abbinate a I5.

Dove sono invece formidabili è nella proposta per gli utenti facoltosi e che utilizzano la CPU anche in ambito lavorativo, dove R9 7950X (che lato gaming non ha nessun senso) può fungere da valore aggiunto con performance al momento inarrivabili da qualsiasi CPU retail.

Certamente AM5 diventerà una valida soluzione, non ha nulla di base che non sia convincente, sono alcuni dettagli non tecnici alla fine a penalizzare e forse un affidamento troppo marcato sul clock massimo raggiungibile, con conseguenti consumi e temperature (anche dovute a un His troppo spesso, sostengono alcuni) che si livellano verso l’offerta Intel, non costituendo più un valore aggiunto.

Tutto questo era anche prevedibile, diciamo che la serie 7000 può essere considerato un “rodaggio” verso qualcosa di migliore, che introduce la piattaforma verso tutte quelle nuove tecnologie in futuro necessarie e anacronistiche su AM4, parliamo ovviamente di DDR5, di un maggiore spazio per il PPT (con conseguenti più elevate possibilità), Pci-e 5.0, ecc..


VENDITE SOTTO LE ASPETTATIVE


Ovviamente il mercato non è asettico rispetto ad alcuni ragionamenti, prevalentemente economici, sulla validità e l’opportunità che si aprono con le nuove piattaforme: lo stesso secondo alcuni recentissimi report di Hardware Unboxed non ha premiato le nuove soluzioni AMD con vendite al di sotto delle aspettative della casa di Sunnyvale.

Questa dinamica non ci stupisce, ma è curioso analizzare quali siano i processori più richiesti in un elenco decrescente.

  • R9 7950X
  • R7 7700X
  • R9 7900X
  • R6 7600X

A differenza del passato dove, ovviamente, le Cpu più economiche ottenevano vendite più consistenti, nel caso della serie 7000 troviamo un andamento esattamente inverso, è R9 7950X il processore Zen4 più venduto, seguito da 7700X e solo ultimo 7600X.

E’ questa un’ulteriore evidenza che visto il costo di piattaforma e DDR5, prendere un processore entry level per spiccare buone performance gaming senza un MT consistente, non assume nessuna o poca attrattiva, dove invece l’ambito professionale (e quindi differenti possibilità) riescono a sostenere meglio l’ipotesi di upgrade.

Un ulteriore indizio che ci suggerisce come qualcosa, almeno al momento, non abbia funzionato, è l’evidenza che il quantitativo di CPU venute in poche ore di Zen 3 è paritetico a quello finora conseguito da Zen 4 in qualche settimana, e la disponibilità di prodotto è palese a tutti.

Come ogni prima serie queste dinamiche sono comprensibili, vedremo come nel tempo la base AM5 si svilupperà, soprattutto con le attesissime soluzioni, per noi gamers, 3D.

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