Nvidia presenta RTX 4070 ti, 919 euro in Italia come primo prezzo.

by Patrick Grioni
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Mancava solo il tempo di annuncio formale, avvenuto oggi durante il CES 2023, per vedere svelata la GPU Nvidia RTX 4070 ti, o per meglio dire RTX 4080 12 GB, cancellata e poi riproposta come 4070 in un curioso gioco prettamente sviluppato sul piano marketing.

Tutto nasce dalla ricezione poco entusiastica di RTX 4080 16 GB, prodotto potenziato da GA103 evidentemente proposto in una fascia di prezzo troppo esosa e attualmente rintracciabile a cifre superiori, per i custom design, ai 1500 euro: una eventuale 4080 12 GB avrebbe visto richieste in grado di sfiorare e superare, in Europa, i 1300 euro ed è per questo che si è deciso un riposizionamento.

RTX 4070 ti sarà mossa da AD104 nella sua versione full 400, con 12 GB di memoria GDDR6X a 21 Gbps con bus a 192 bit per un consumo di “soli” 285W: le dimensioni del chip sono meno della metà di RTX 4090 (295 mm2), così come le specifiche effettive per una capacità di elaborazione in FP32 di 38,4 TFLOPS e una banda passante di 504 GB/s.

Il prezzo a cui verrà proposta il 5 gennaio, giorno del debutto (domani 4 gennaio per le review) sarà di 799 dollari, in Italia ben 919 euro, che rappresenta il MSRP, curiosamente non esistendo versioni reference, sarà indicativo dei modelli di primo prezzo, con custom, come la Colorful Neptune che spuntano già con richieste di 969 dollari, che in proporzione portano il prezzo a superare i 1300 euro qui da noi.

La diretta concorrente di tale soluzione sarà RX 7900 XT proposta a 899 dollari ma con quasi il doppio della ram, performance, a quanto anticipato, superiori in rasterizzazione e molto vicine, ma con un vantaggio per RTX 4070 ti, in Ray Tracing, quindi difficile valutare quale e se una di queste proposte possa fare breccia.

Peraltro la classe RX 7900 XT sembra di gran lunga meno interessante per l’utenza tra le soluzioni della casa californiana, testimonianza ne è la disponibilità continua ed effettiva sullo shop AMD, senza contare i possibili problemi di Vapor Chamber di cui potrebbe essere afflitta.
Quello che è certo è che, nonostante il periodo di carestia di silicio e la spinta del mining sia finito, le società sviluppatrici di GPU stiano cercando di far passare come “norma” un generale innalzamento consistente dei prezzi, innescando uno degli autunni e inverni peggiori da 20 anni per il mercato GPU.

Di questo, come gruppo di utenti consapevoli, non possiamo che gioire, perchè dopo anni di acquisti compulsivi di “qualsiasi cosa basta che sia disponibile” sta ritornando un certo spirito critico nell’utenza Pc.

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