Have a Blast Review

by Francesco Viscardi
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Sviluppatore:Distributore:Versione testata:Costo:Data rilascio:
Bojan EndrovskiFirenut GamesSteam14,99 Euro26/08/2021

Alcuni titoli nel mondo dei videogames, si basano spesso su una solida trama, altri su un gameplay efficace, altri ancora tentano di mescolare più elementi per risultare completi e innovativi…e poi c’è Have a Blast!
Sviluppato dal minuscolo studio Bojan Endrovski, distribuito da Firenut Games e che abbiamo avuto il piacere di provare su PC grazie a Steam, questo videogame non cercherà di fare nulla di quanto descritto sopra,purtroppo.
Un turbinio di esplosioni e lotte di navicelle spaziali all’interno di arene galattiche, che non può non farci ricordare i capolavori della saga di Star Wars e videogiochi indimenticati come Space Invaders, Asteroids ed un loro precursore, che forse pochi conoscono, perchè sviluppato negli anni 60 su super-computers universitari (DEC PDP-1): SpaceWar, il primo videogioco conosciuto che permetteva di giocare contemporaneamente su più installazioni e quello che poi sarebbe diventato ai giorni nostri lo stile “Co-Op”o “Game-Party”.


L’astronave è sulla rampa di lancio, i cannoni al plasma armati e siamo pronti per la battaglia nei mondi sconosciuti di Have a Blast: parola d’ordine…Divertirsi.


No controller…no party.


Non avendo nessuna tipologia di trama o motivazione del perchè queste navicelle spaziali stiano cercando di devastarsi tra loro, Have a Blast punta tutto sul gameplay il quale, dopo un breve tutorial introduttivo, sarà padroneggiato senza problemi da qualsiasi giocatore vista la sua grande semplicità. Difatti le azioni disponibili saranno solamente quattro, muoversi, fuoco principale e fuoco secondario, ma con un particolare che si differenzia da tutti gli altri titoli del genere: non è possibile utilizzare in nessun modo tastiera e mouse per disintegrare i nostri nemici: infatti l’utilizzo di un controller è d’obbligo (e forse potrebbe scoraggiare gli utenti che non ne sono in possesso, per come la vediamo noi).
Non avremo, inoltre, nessun tipo di personalizzazione per le nostre navicelle, le quali saranno tutte dello stesso tipo e livello, senza differenza nelle statistiche se non il mero colore per differenziarle e la forma. Già questo limita tantissimo le soluzioni che avremo a disposizione per affrontare le arene, in più si aggiunge il fatto che le astronavi di Have a Blast dispongono solamente di 5 armi secondarie diverse fra loro tra le quali scegliere, mentre di una sola principale uguale per ogni mezzo di trasporto.


Ogni tipologia di fuoco, anche quella principale, avrà munizioni a consumo e una volta esaurite, dovremo essere i più rapidi a raccoglierle nell’arena di gioco, facendo particolare attenzione al fatto che esse saranno in movimento e che anche i nostri avversari cercheranno di fare lo stesso. Ma come ogni game-party che si rispetti la confusione la fa da padrona, ed il bello è proprio quello.
Come abbiamo avuto modo di capire fin dall’inizio, la varietà non è proprio un punto a favore di Have a Blast, anzi risulta essere uno dei fattori che più lo penalizzano ed è un peccato, perche il gameplay riesce a divertire ed esaltare il combattente spaziale che c’è in noi.
Fortunatamente la storia cambia con le arene di gioco le quali, anche se solamente quindici, riescono ad essere molto diverse fra loro e spesso si riveleranno più letali dei nemici stessi, grazie alle loro meccaniche e insidiosi ostacoli (ci siamo imbattuti in alcune seghe circolari veramente devastanti), ma con un IA purtroppo non sempre competitiva.


Parlando invece di armamenti secondari, avremo a disposizione i classici missili, un drone che ci aiuterà a bersagliare i nostri nemici, un attacco stile ariete, un’esplosione in tutta l’area intorno alla nostra navicella ed infine un colpo da cecchino. Soprattutto su quest’ultima arma abbiamo rilevato uno sbilanciamento non da poco rispetto alle altre, visto che uccide in un colpo solo! Si…ok…un attacco letale è presente in molti titoli, ed è anche giusto che un colpo del genere uccida instantaneamente. ma l’errore sta nel fatto che in Have a Blast non avremo nessun tipo di manovra evasiva, come una schivata e spesso (o quasi sempre) non sarà possibile difendersi in alcun modo da questo attacco, soprattutto ad inizio round e con i motori spenti. Anche la poca reattività del motore di gioco di certo non aiuta e molte manovre risultano lente e impacciate.
Arriviamo invece alle modalità di gioco in cui potremo cimentarci, da soli o con gli amici.
– Modalità Versus: classico deathmatch da due a quattro giocatori nel quale l’obiettivo principale sarà essere l’ultimo rimasto in vita.
– Modalità a Squadre: stesse regole di quanto detto prima ma in questo caso, come suggerisce il titolo, saremo in squadra.
– Modalità Nave Madre: questa è leggermente più diversa dalle altre e nella quale l’obbiettivo sarà appunto distruggere la grande Nave Madre avversaria e nello stesso tempo potremo sfruttare la nostra per il rifornimento munizioni.
– Modalità Sfide: una serie di livelli preimpostati dove, utilizzando il set di armi messo a disposizione, dovremo affrontare un numero variabile di avversari.


Tecnicamente parlando…


Processore AMD Ryzen 5 3500U
Scheda Grafica Radeon Vega Mobile Gfx 2.10 GHz
Ram 8,00 GB
Hard Disk SSD – Western Digital 256 Gb
Configurazione di gioco

Putroppo sulla tecnica di Have a Blast non abbiamo molto da dire, anche per la semplicità del titolo stesso.
Graficamente fa il suo bel compitino in stile Game-Party, con le sue ricche arene dai colori super-fluo e animazioni che, seppur basilari, risultano piacevoli all’occhio del giocatore, forse a volte un po’ troppo scure ma possiamo capirlo, vista l’ambientazione in un mondo spaziale e ignoto.

La poca reattività del motore di gioco, spesso non permette di effettuare manovre evasive…con risultati esplosivi.


Le meccaniche di gioco risultano fluide e ben strutturate con una totale assenza di ogni tipo di bug, non fosse per la reattività bassa (come detto sopra) dei comandi che spesso ci vedono impacciati in manovre disperate.
La parte audio viene forse un po’ troppo trascurata, da parte dei ragazzi del team di sviluppo di casa Bojan Endrovski, essendo molto ridotto all’osso e risultando quasi anonimo in tutto, sia le basi musicali che gli effetti sonori, che poco ricordano le feroci battaglie spaziali viste in passato in titoli molto più “datati”.

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