Hard West II Preview

by Francesco Viscardi
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L’idea di abbinare il genere strategico allo scenario western, a rifletterci bene, appare quanto mai bizzarro. Duelli fulminei e sparatorie caotiche in polverose strade semidesertiche sembrano mal conciliarsi con la meticolosa pianificazione di ogni movimento. Eppure, ottimi esempi di questa strana coppia non sono mai mancati, come può testimoniare il recente RTS Desperados III.
Se vogliamo parlare di stravaganti accoppiamenti a tema western videoludico, non può che saltare alla mente il primo Red Dead Redemption. Se già lo Strange Man insinua elementi di mistero tratti direttamente dai romanzi di Mark Twain, con l’espansione Terrore dall’Oltretomba, Rockstar Games devia decisamente la rotta con un bislacco binomio cowboy-zombie, senza però volersi poi prendere troppo sul serio.

Uniamo la componente strategica all’horror soprannaturale e quello che otteniamo è Hard West 2. Prendendo le redini del progetto dal precedente sviluppatore, Ice Code Games segue le tematiche proposte dal capitolo d’esordio della serie, permettendoci di esplorare una terra intrisa di superstizione. Guidando la nostra banda di fuorilegge, dovremo farci strada, turno per turno, tra banditi e demoni per reclamare ciò che ci è stato sottratto dal diavolo in persona. Abbiamo provato in anteprima una versione preliminare del gioco, e vi condividiamo le nostre impressioni sul titolo in uscita quest’anno.


SUI BINARI DEL DIAVOLO.


Se vi foste persi il precedente capitolo, e non sapete in che razza di avventura vi state imbarcando, non temete: nemmeno i protagonisti ne hanno la più pallida idea. All’inseguimento di un treno valori, la nostra posse scopre ben presto il motivo per cui l’obiettivo della loro rapina è soprannominato treno fantasma.

Trasformando la locomotiva in un macchinario spettrale, il conducente si rivela essere un’entità infernale che tenterà in ogni modo di non farci prendere il controllo del convoglio. Demoni e pallottole non fermeranno i nostri eroi. Lo farà invece una partita a poker che il nostro diabolico avversario vincerà con l’inganno.  Privati di qualcosa di ben più importante dei soldi, noi e i nostri compagni ci ritroveremo in un luogo sconosciuto e ammantato di mistero. Per riprenderci quello che ci appartiene dovremo setacciare inquietanti edifici abbandonati, luoghi sinistri e affrontare banditi confusi quanto noi su ciò che sta accadendo in questa terra lugubre.
La nostra esplorazione del titolo non si è spinta troppo in profondità, potendo affrontare solo la porzione iniziale della trama. Come il capitolo precedente, ogni missione che affronteremo è legata a una storia che mano a mano andrà a dipanarsi e noi abbiamo potuto affrontare le prime quattro. Completare ogni attività di questa demo preview è stato sufficiente per comprendere le novità introdotte dal team di sviluppo polacco.

Una di queste è la dinamicità di alcuni ambienti in cui si svolgono i combattimenti. Ne abbiamo avuto un assaggio proprio durante la missione tutorial di inseguimento al treno con cui si apre il gioco. In sella ai nostri destrieri, affiancare il treno e saltarvi a bordo quando più lo abbiamo ritenuto necessario è sembrato un ottimo stratagemma per espandere il corridoio di movimento costituito dalle carrozze.
Gettarsi all’inseguimento di convogli o tallonare a perdifiato spietati malviventi sono anch’essi fattori essenziali dell’ideale western, e ci auguriamo di vedere riproposte in più occasioni queste circostanze durante il gameplay.


RISCHIO MAGGIORE?…MAGGIORE RICOMPENSA!


Durante i combattimenti avremo a disposizione un massimo di 3 punti azione, spendibili per muoverci, usare le abilità e sparare. Su questa base, ormai consolidata nel genere, poggiano tuttavia delle gradevoli aggiunte, a rimescolare il bilanciamento generale degli scontri. Ogni volta che un membro della nostra banda ucciderà un nemico, tutti i punti azione spesi fino a quel momento del turno gli saranno restituiti. La meccanica, che assomiglia molto a quanto introdotto in Gears Tactics, è chiamata “Bravado” e premia il giocatore incoraggiandolo ad adottare uno stile aggressivo.
Sì, perché sebbene avremo sempre sott’occhio l’ammontare di danni potenziali che la nostra arma potrà arrecare all’avversario, non è scontato che la nostra mira non faccia cilecca. Ogni nostro colpo avrà una percentuale di successo basata principalmente sulla distanza del nemico, sull’angolo di visuale e, come ormai consuetudine per il genere, su quanto il nostro avversario sarà riparato.

A ogni modo non andare a segno non ci lascerà a bocca asciutta. Ogni colpo mancato aggiungerà punti alla statistica “fortuna” del personaggio in questione. Più punti accumuliamo, più chance ci saranno che il nostro prossimo sparo vada a segno, o che quello avversario ci manchi. Concatenare uccisioni una dopo l’altra sarà tutta questione di combinare le capacità uniche dei protagonisti con un pizzico di fortuna. Per aggiudicarci i favori della dea bendata dovremo azzardare tiri dalle scarse probabilità di successo; un approccio che il gioco suggerisce chiaramente. Se la linea di tiro non dovesse essere ottimale, avremo infatti un altro asso nella manica: i trick shot.
Utilizzando le nostre revolver, sarà possibile far rimbalzare i proiettili su specifici oggetti, solitamente di metallo, posizionati in buon numero in vari punti di ogni area di scontro. Questo ci permetterà di deviare la pallottola sparata per aggirare eventuali ostacoli tra noi e il nostro bersaglio. Un’interessante dinamica senza dubbio, che oltre a rendere più interattiva la scenografia, ci ha aiutato a uscire diverse volte da situazioni di stallo in assenza di abilità di overwatch. Non c’è limite effettivo al numero di oggetti selezionabili, ma è bene notare come a ogni deviazione le chance di colpire il nostro obiettivo diminuiscono sensibilmente.

Tra una missione e l’altra, cavalcando per una vallata innevata attraverso città e accampamenti abbandonati, ci ritroviamo tra le mani un miscuglio di meccaniche RPG. Hard West 2 non si limita infatti alle sole sparatorie, ma ci offre elementi narrativi importanti tanto quanto quella strategici. Le dinamiche all’interno del nostro gruppo assumono particolare rilevanza.
Incalzati dai commenti incuriositi dei nostri compagni di viaggio, abbiamo esaminato diversi luoghi di interesse, innescando eventi di dialogo. In questi frangenti, le relazioni che costruiremo durante le nostre peripezie ne determineranno i possibili esiti. Questi episodi ci permetteranno non solo di ottenere preziose informazioni su ciò che sta accadendo al mondo in cui ci troviamo, ma saranno utili a guadagnare oggetti e preziosi punti statistiche per i nostri fratelli in armi.
Ogni dialogo ci darà più opzioni risolutive, e per alcune scelte è necessario incontrare degli specifici requisiti: uno di questi è la lealtà che i nostri compagni nutrono verso di noi. In modo simile alla classica esperienza di un gioco di ruolo, potrà crescere di quattro livelli, sbloccando abilità uniche per ogni personaggio, legate allo specifico stile di combattimento che li caratterizza.

Complice lo stato di sviluppo, non abbiamo percepito un reale impatto delle scelte effettuate: a differenza della sezione strategica, al momento la componente ruolistica sembra essere quella che offre meno stimoli. Abilità passive e situazionali possono essere sbloccate anche in un altro modo: sparse per il mondo, indagando luoghi sinistri e misteriosi, potremo recuperare carte da poker, che comporranno un mazzo condiviso tra tutta la squadra.
Allo stesso modo del primo capitolo della serie, ad ogni membro ne possono essere assegnate fino a cinque, andando così a comporre una mano di poker nel suo inventario. Migliore sarà la combinazione di carte, seguendo le regole di punteggio classiche, migliore sarà l’aumento di statistiche.

Avere nella nostra “mano” un royal flush o una full house, ad esempio, creerà una sinergia che ci garantirà rispettivamente un aumento di danni dell’abilità unica, o l’aumento della fortuna massima accumulabile in situazioni di pericolo. Ogni mano può essere modificata liberamente e ci permetterà di sperimentare diversi setup nel corso del gioco, ad approfondire un sistema strategico ricco e ben curato .


RPG + WESTERN…ABBINAMENTO VINCENTE?


Come il gameplay di Hard West 2 offre interessanti interpretazioni del genere a cui appartiene, anche il comparto audio alle spalle del progetto è di tutto rispetto. Partendo dal cast di doppiatori, Kevin Conroy, interprete americano del Batman animato e videoludico presterà la sua imponente voce al protagonista. Insieme a lui, troviamo anche Darien Sills-Evans, il James Weaver di Days Gone e Pyke di League of Legends.

Non da meno è la colonna sonora che accompagna i protagonisti dell’avventura. Il compositore Jason Graves (Tomb Raider, Dead Space), riesce a combinare i ruvidi suoni del sound spaghetti western con elementi di mistero, per tenerci costantemente sulle spine nelle stregate terre del Far West infestate da demoni e delinquenti ricercati. Ancora non ci esprimiamo sul lato grafico. Sotto questo aspetto il lavoro da svolgere sembra essere ancora molto, come lecito aspettarsi in un titolo ancora in sviluppo. Il look “made in Unity” delle texture, e la definizione dei modelli, risulta al momento piuttosto acerbo e necessita ancora di rifinitura.
Lo stesso non si può dire invece sulle ottime illustrazioni che accompagnano ogni evento di dialogo, e in particolare quelle che caratterizzano le cutscene. Ogni maggiore intermezzo di trama non è narrato in engine, ma mediante delle illustrazioni animate che, come è possibile apprezzare anche nel trailer di lancio, ricordano moltissimo una coloratissima graphic novel ambientata nelle frontiera americana del XIX secolo.


SULLA PISTA GIUSTA.


Senza una data di lancio ancora ufficiale, Ice Code Games vuole mantenere tutto ciò che di buono e interessante proponeva il prequel del titolo ora in sviluppo. Hard West 2 sembra confermarsi uno strategico a turni con una solida base tattica, reinterpretando dinamiche di titoli noti, tra cui Jagged Alliance o Gears Tactics, in chiave cowboy movie con una buona dose di elementi soprannaturali. Ogni elemento di gioco richiama l’ideale western e lo stile che lo accompagna. Resta da capire se il guscio di elementi RPG manterrà lo stesso spessore e profondità dei combattimenti, migliorando di fatto quello che era il reale punto debole del primo capitolo. Non ci resta che attendere pazientemente…con i revolver carichi ovviamente.


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Patrick Grioni
Amministratore
6 mesi fa

Decisamente interessante.