Microsoft e Activision: la FTC potrebbe fare causa all’azienza per inpedirne l’acquisizione.

by Francesco Viscardi
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La FTC, acronimo di Federal Trade Commission, ovverosia l’antitrust americano, potrebbe fare causa a Microsoft per impedire l’acquisizione di Activision qualora dovessero verificarsi le condizioni che rendano necessario agire in tal senso: lo si legge nell’ultimo report del New York Times e sulle colonne del noto magazine “Politico”.
Alla luce dell’offerta fatta a Sony per un accordo da dieci anni su Call of Duty, che sembrerebbe caduta nel vuoto per il momento, l’ente regolatore avrebbe coinvolto oltre dieci dei suoi membri per portare avanti la valutazione, conducendo colloqui privati anche con Satya Nadella e Brad Smith, rispettivamente CEO e presidente di Microsoft.
Pare che diversi senatori americani abbiano chiesto alla FTC di esaminare con molta attenzione l’eventuale impatto dell’acquisizione sui lavoratori, richiesta ribadita anche dai sindacati e dalla stessa presidente della commissione, che intende capire se l’importante operazione si ripercuoterà negativamente sui dipendenti delle due aziende.

Qualora dovessero emergere concrete evidenze in tal senso, la Federal Trade Commission potrebbe appunto fare causa a Microsoft al fine di bloccare l’acquisizione: una manovra che l’ente ha già compiuto in passato, ad esempio quando, lo scorso luglio, ha utilizzato questo strumento per impedire a Meta di acquistare Within, una startup che si occupa di realtà virtuale.

Brad Smith ha dichiarato che la sua azienda è disposta ad accettare formalmente alcune limitazioni per risolvere i dubbi dei regolatori internazionali, e ciò potrebbe ovviamente tradursi in un accordo preciso riguardante il franchise di Call of Duty, evidente oggetto del contendere con Sony.

Pare tuttavia che la FTC sia scettica al riguardo, sostenendo che spesso le grandi compagnie fanno promesse che poi non mantengono: bisognerà capire se Microsoft sarà in grado di convincere la commissione delle sue ragioni, anche perché il verdetto espresso dall’ente americano potrebbe influenzare gli altri.
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Patrick Grioni
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2 mesi fa

In effetti l’antitrust americano non ha torto, ci sarebbe uno squilibrio e affidarsi al buon cuore di Microsoft non so quanto sia saggio.