RX 7900 XTX e XT, AMD a un passo dalla vetta.

by Patrick Grioni
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Il 13 dicembre hanno debuttato RX 7900 XT e XTX, le due soluzioni di fascia alta AMD Radeon dedicate al mercato degli entusiasti, in grado potenzialmente di insidiare, o meglio circondare, le soluzioni Nvidia RTX 4080, ma purtroppo lontane dal monolite verde RTX 4090.

Non abbiamo un sample da testare e quindi ci affidiamo a riscontri indiretti delle più importanti testate giornalistiche internazionale, che quantomeno nel numero di test effettuati possono farci intravedere linee di performance consolidate.

Ma cos’è Navi 31, il chip che potenzierà entrambe le GPU serie 7900? Si tratta di una configurazione che debutta in ambito grafico, ma che conosciamo già in veste di CPU Ryzen, stiamo parlando dello schema MCM (Multi Chip Module), cioè l’idea di inserire componenti del core grafico e della memoria differenziati anche nel processo produttivo sullo stesso silicio.

In Ryzen questo approccio era perpetuato dai blocchi CCX e da un chip I/O esterno, in RDNA 3, invece, avremo una grossa unità di calcolo centrale GCD (Graphics Compute Die) a 5nm con cache fino a livello 2 (e un aumento significativo in numero di MB della stessa) mentre 6 chip più piccoli a 6nm con un memory controller a 64 bit e 16 MB di cache L3 (36,6 mm2 ognuno), tutti allegramente collegati con interconnessioni Infinite Fabric da ben 5.6 TB/s.

Insomma per essere più chiari: AMD ha deciso di utilizzare il processo produttivo migliore dove serviva di più (5 nm GCD) mentre ha studiato le componenti dove il 6 nm non avesse ripercussioni sulle performance per utilizzarlo senza vizi significativi. (MCD)

Questa ottimizzazione, dobbiamo dire elegante, ha fato nascere il progetto N31, di cui sia RX 7900 XT che RX 7900 XTX sono dotate, in versione full per la seconda, con un taglio di CU, di ram e di Bus per la prima, ai prezzi consigliati di 899 e 999 dollari rispettivamente, che diventano in Italia sullo shop ufficiale AMD, 1048 euro e 1165 euro, certamente non richieste popolari, ma di gran lunga inferiori al prezzo medio di una soluzione RTX 4080.

Il cuore di RX 7900 XTX e XT, però, risiede nelle aggiornate unità di calcolo Compute Unit Pair, che accoppiano due gruppi di elaborazione CU rendendo unificata la Cache per le unità scalari, le istruzioni shaders e con una memoria condivisa dedicata, separando però la cache Vector in 2 blocchi distinti: dentro questi “moduli” avremo altresì 4 unità Matrix (per adesso non utilizzate) 2 unità Ray Accelerator, per un IPC migliorato, rispetto allo schema di RDNA 2, del 17,4%.

Questo è un dato spurio se decontestualizzato: le capacità reali di RDNA 3 non si vedranno ne oggi ne domani, ma solo dopo qualche mese, quando inizieranno a essere supportate da Engine 3D e specificatamente considerate nei videogiochi, aspettando il possibile FSR 3.0 come ciliegina sulla torta (che diventerà generalizzato, probabilmente, in altra modalità, cioè sfruttando Tensor Cores e Matrix Engine di Nvidia e Intel).

Le Vector Units, infatti ora possono elaborare sia 2 istruzioni SIMD32 o 1 istruzione SIMD64, oltre che avere la flessibilità di fungere da Matrix Units, insomma un pacchetto questo Compute Unit Pair che consente di avere un approccio ancor più dinamico all’elaborazione grafica che sembra ben strutturato per non avere lacune o colli di bottiglia a livello di calcolo puro, se ben programmato.

I nostri lettori più attenti avranno notato come le Dual Compute Units siano abbastanza similari a quanto visto su RDNA2, RDNA 3 infatti non cambia molto in questo aspetto spingendo il piede dell’acceleratore più che su schemi architetturali inediti, verso un maggior supporto e potenza bruta.

Parlando di Ray Tracing, argomento scottante e spesso non ben compreso nel suo approccio da molti giornalisti specializzati, le unità RA hanno beneficiato di diverse ottimizzazioni (che si vedono solo in parte oggi, essendo i risultati influenzati dal numero di unità e aumento di IPC più che altro) che partono dall’Early Subtree Culling che riesce ad abbattere il numero delle iterazioni trasversali da 9 a 1 (Traversal Iterations), con enorme beneficio per la pipeline di calcolo, oltre che una nuova organizzazione delle logiche e priorità di elaborazione.
Ovviamente le novità non si fermano qui: le RA hanno capacità quantitative aumentate del 50%

A livello di supporto Ram e Infinity Cache, la strada decisa da AMD è stata quasi antitetica rispetto a RDNA 2, invece di diminuire il Bus e aumentare la memoria L3, come fatto con serie 6000, si è deciso di aumentare la banda passante usando un maggior numero di chip interconnessi a 32 bit e diminuire nel contempo il quantitativo di Infinity Cache.

Avremo quindi 2 configurazioni: RX 7900 XTX con bus a 386 bit, 24 GB ram GDDR6 a 20 Gbps e 96 MB di L3, mentre RX 7900 XT scende a 320 bit, 20 GB di ram (sempre a 20 Gbps), ma solo 80 MB di L3.

Dando un primo sguardo ai risultati sul campo, che è forse l’aspetto che più ci interessa, in rapporto alle richieste economiche, sono decisamente interessanti, ma prima è importante segnalare su che recensioni ci siamo basati per fare codeste considerazioni:

A livello generale, parlando di rasterizzazione pura, RX 7900 XTX si colloca attualmente alla pari se non leggermente superiore a RTX 4080, con una tendenza a risoluzioni FHD e 2K a inserirsi più prepotentemente tra RTX 4080 e 4090, e anche in 4k mantiene circa un 5% di vantaggio.

Questi risultati sono ovviamente molto influenzati dal titolo riprodotto, come si vede dalla tabella qui sotto, che illustra come nel miglior scenario (in 4k) di RTX 4080 spuntare un 12,7% di supremazia, contro un 21% di vantaggio di RX 7900 XTX in Far Cry 6, una finestra quindi di ben il 33%.

Interessante anche, per i modelli reference, l’analisi di Computerbase sulle frequenze gaming medie, che vede sostanzialmente, nonostante di targa vi sia potenzialmente un divario di 100 Mhz, tra RX 7900 XTX e XT, l’algoritmo consente clock praticamente identici, il che implica che la discriminante sia il numero di Watt disponibili che sono proporzionati al tipo di GPU, 355W (con un massimo potenziale di 375W per 2 8 pins) per XTX e 315W per relativa XT.

Altro riscontro interessante, sempre sfruttando l’analisi di computerbase, è quello del relativo divario di IPC, simulando un numero di unità di calcolo CU similare con clock quasi identico: abbiamo da una parte 80 CU di RDNA2 a 2,3 Ghz confrontate con 84 CU RDNA3 a 2,2 Ghz e una media di vantaggio, così configurate, del 9% in rasterizzazione (su un set di 16 videogiochi), che passa a ben il 18% in Ray Tracing (su set di 10 videogiochi) che tra le righe ci indica che il maggior sforzo sia stato proprio quello per spingere sui calcoli BVH.

Parlando proprio di Ray Tracing, RDNA 3 fa un passo sostanziale in avanti come abbiamo detto, collocandosi in modalità Hybrid Ray Tracing, tra RTX 3090 ti e RTX 4080 (a un 15% da quest’ultima) e staccando RX 6900 XT del 62%, mentre altro discorso, almeno a livello di benchmark sintetico (3Dmark), se passiamo alla modalità Full Path dove si colloca a un 10% sotto RTX 3080 ti, alla pari con RTX 3080 12 GB, distante un 74% da RTX 4080, e staccando però a sua volta RX 6900 di ben il 72%.

La differenza sostanziale dell’approccio AMD da quello Nvidia è comunque indiscutibile, da una parte si sposa una maggiore flessibilità delle unità di calcolo, dall’altra una specificità (con conseguente maggiori performance in ambiti “estremi”) e non a caso abbiamo visto recentemente l’uscita di una demo tecnologica, Portal RTX, fortemente ottimizzata per Ada Lovelace, proprio per sottolineare i suoi punti di forza.

L’impatto gaming, però, è diverso: il 98% dei titoli che implementano Ray Tracing, offrono una versione ibrida e ottimizzata dello stesso, sfruttando la maggiore velocità della rasterizzazione quando serve, combinata ai calcoli in RT quando sono utili anche a ottimizzare resa e, perchè no, performance.
Un esempio sono la proiezione delle ombre, o l’ambient occlusion, che beneficiano dei Ray ma che vengono preferiti o meno a seconda dei casi, visto che i vantaggi reali alla qualità dell’immagine sono abbastanza marginali (si veda Dirt 5 o Shadow Of The Tomb Raider), mentre in altri prodotti, come Cyberpunk 2077, pur vantando anche con Screen Space Reflections una resa in grado di distanziare quasi tutti i prodotti concorrenti, con le riflessioni Ray Tracing e la global illumination, eleva ulteriormente e in maniera netta la componente visiva.

Per la cronaca Cyberpunk 2077 è un titolo che sfrutta l’Hybrid Ray Tracing, mentre Minecraft, vecchie reinterpretazioni di Quake (Quake RTX, peraltro inizialmente solo su librerie proprietarie Nvidia) o il già citato Portal RTX sono videogiochi/Demo che implementano Path Tracing.

Allo scopo di ottimizzare e razionalizzare le iterazioni e i calcoli BVH AMD ha introdotto per RX 6000 e 7000 un software, per la verità Open, Raytracing Analyzer, utile agli sviluppatori per scovare problematiche di resa visiva e errori di programmazione on the fly: un aiuto pratico per gli sviluppatori che possono elevare così e sfruttare meglio le prerogative delle unità RA.

Passando all’analisi dei consumi, aspetto su cui AMD ha puntato decisamente, a livello generale le soluzioni Ada Lovelace consumano maggiormente con RTX 4090, e circa 20W in meno se si considera RTX 4080, quindi un risultato discreto ma non eccellente, inoltre se si parametrizza al livello di performance ottenute è chiaro che i 5nm di N31 siano in verità meno efficienti dei 4nm delle soluzioni concorrenti.

De facto le soluzioni RTX 4080 risultano, infatti, un 23% meno energivore a parità di performance, e RDNA3 solo un 18% più parca in rapporto ai 7nm di RDNA2, un aspetto, quindi, che disattende un po’ le premesse imbastite dalla stessa AMD.


TRA REFERENCE E CUSTOM DESIGN


Come sempre le soluzioni Reference sono state le prime non solo a essere recensite, ma anche a uscire sul mercato tramite Shop Ufficiale AMD, ma anche attraverso modelli marchiati Gigabyte, ad esempio, su canali retail tradizionali.

Si tratta di modelli realmente interessanti, limitati forse solo da i due connettori a 8 pins che potrebbero inficiare sulle possibilità di clock, ma con una qualità costruttiva premium e per la versione XTX con un interessante Diodo in grado di misurare la temperatura dell’aria in immissione (novità assoluta in campo GPU).

A livello di dissipazione abbiamo una grossa vapor chamber in un possente blocco dissipante per GPU, Ram e Vrm, nessuna heatpipe e 3 ventole che assicurano il flusso d’aria, oltre un backplate in metallo anodizzato nero.
Tutto questo consente di avere solamente temperature di 66 gradi su carichi normalizzati a 370W con 35 db di rumorosità, un risultato eccellente.

A livello di analisi della circuteria ci troviamo un pcb da 17 fasi per la GPU e 3 fasi per le Ram tutte con un DrMOS da 70A, con Ram Hynix da 20 Gbps, insomma tutto è ben rapportato a supportare RX 7900 XTX.

Ma qual è il plus se decidessi di spostarmi su una custom design?

ASUS RX 7900 XTX TUF OC

A differenza del reference Design la soluzione TUF di Asus non sfrutta vapor chamber ma un plate collegato da 7 Heatpipe, con una configurazione leggermente più pregiata in termini di fasi (sono 4 per le ram contro le 3 dei modelli standard sempre con DrMOS a 70A), ma con riscontri di temperatura meno convincenti nell’uso a default soprattutto su quiet bios (circa 10 gradi in più), ma da prima della classe normalizzando consumi e rumorosità, staccando il reference design di ben 14 gradi (52 gradi effettivi): il peso del prodotto, però, sale oltre i 2 Kg, contro gli 1,8 Kg delle reference.

Ha, però, 3 8 pins per l’alimentazione che danno ulteriore spazio di Oc ma, soprattutto, una frequenza media in gaming di 2832 mhz, contro i 2631 Mhz delle versioni base, per un divario che potrebbe essere potenzialmente del 5-6% effettivo.

XFX RX 7900 XTX MERC 310 OC

Anche XFX non si è fatta trovare impreparata presentando le proprie soluzioni RDNA 3, anch’esse come Asus con il triplo connettore 8 pins, ma con un peso leggermente più contenuto rispetto alle reference, di 1750 grammi dovuto all’utilizzo, in questo caso, di Vapor Chamber coadiuvate da 8 heatpipes, forse la configurazione migliore vista finora concettualmente, con un plate che serve a dissipare VRM, RAM e GPU.

Nella curva normalizzata fa segnare 62 gradi (a metà strada tra i 52 di Asus e i 66 di AMD ref), mentre nell’uso a default (con ventola che però spinge a 1600 RPM) 54 gradi, un 10% in meno di temperatura rispetto alle altre soluzioni.

Il clock medio raggiunto è di 2806 Mhz, molto vicino a Asus che garantisce quel 5% di boost concreto, a livello di Board è sostanzialmente identica alle reference con l’unica aggiunta del 3 connettore 8 pins, sempre 17 fasi GPU, 3 fasi ram, DrMOS da 70A e memoria Hynix GDDR6 a 20 Gbps.

SAPPHIRE RX 7900 XTX NITRO+

Sapphire per RX 7900 XTX ha deciso di riprogettare le sue schede Nitro e offrire una diversa impronta estetica e tecnica: dal peso di ben 1,950 kg è ora dotata di doppio led frontale e posteriore in modo da riflettere il tema anche sulla mainboard, consta ovviamente di 3 connettori 8 pins, una vapor chamber completamente con plate in rame per tutte le componenti critiche, coadiuvata da 7 heatpipes.

Il Pcb, è molto simile a quello visto con XFX e ne conserva le medesime caratteristiche tecniche, mentre l’effettiva efficienza di dissipazione è paragonabile a quella vista dalle schede di Asus, con soli 53 gradi normalizzati e una temperatura a regime di appena 59 gradi con Bios più performante.

La frequenza media che è in grado di raggiungere è di ben 2906 Mhz, che la pone al vertice di tutte le custom finora presentate.

ASPETTANDO…

Non pervenute, per ora, MSI e la GPU forse più bella di tutte esteticamente della serie RX 7900 XTX, parliamo ovviamente di Powercolor Red Devil, in distribuzione in queste settimane probabilmente. (magari aggiorneremo l’articolo con una di esse o voglia mai che Powercolor ce ne fornisse una )


CONSIDERAZIONI


Speriamo che questo articolo vi dia un indirizzo e gli strumenti per poter valutare se le nuove soluzioni AMD meritano o meno di entrare nelle vostre build: certamente il prezzo risulta interessante per la classe che rappresentano, o meglio, per le dinamiche che sono nate dopo la serie RDNA1, le ultime schede AMD ad avere un prezzo realmente aggressivo (si trovavano a 420-430 euro).

Sicuramente il passaggio a un modello MCM è uno step epocale e garantisce le fondamenta per sviluppi futuri modulari, ma tolte queste considerazione più “strategiche” RX 7900 XTX ha sicuramente aspetti molto interessanti combinati ad altri meno entusiasmanti, con promesse solo in parte mantenute concretamente.

Come si colloca rispetto a Nvidia? Ada Lovelace è a tutto tondo, se si escludono i prezzi, una soluzione che può offrire una copertura maggiore di tutti gli ambiti di utilizzo, RDNA3 è invece l’ottimo compromesso che nel 90% dei casi potrà garantirvi performance paritetiche se non migliori (rispettoa RTX 4080), mentre faticherà di più soprattutto con RT abilitato.

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Dek
Dek
1 mese fa

gran bel pezzo! In tutti i sensi
speriamo mi arrivi presto

Michele
Michele
1 mese fa

Qualità prezzo spettacolare 🔥 sta scheda spinge forte

Sbaulato
Sbaulato
1 mese fa

Prodotto molto interessante , sotto i 1000 la xtx manderebbe tutti a casa .
Aspetto e spero , nel frattempo.