Xbox Games Showcase: i 5 titoli più interessanti secondo il Vault

by Patrick Grioni
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Sono stati ben 32 i prodotti presentati durante l’Xbox Games Showcase di qualche giorno fa, una presentazione che crediamo possa aver accontentato tutti, ma che vede nell’utenza Pc quella che forse deve stappare le bottiglie più pregiate: confermandosi una piattaforma trasversale, gran parte dei prodotti annunciati usciranno su Game Pass (19 su 32) al debutto, ma saranno disponibili anche su Steam, strizzando quindi l’occhio a chi non vuole soluzioni in abbonamento.

Ovviamente la punta di diamante a livello mediatico e di massa sarà Call of Duty: Black Ops 6 in uscita il 25 ottobre 2024, di cui è stato mostrato un traile r e un corposo dietro le quinte di 25 minuti, segno dell’importanza di tale veicolo nell’economia dei servizi di Microsoft e anche come vendita console.

Di seguito trovate le quasi 2 ore di live dell’evento:

Tra i numerosi prodotti annunciati, ne abbiamo scelti solo 5, quelli che riteniamo i più promettenti, da suggerirvi come futuri acquisti videoludici Pc.


GEAR OF WAR: E:DAY


Prima di tutto, oltre all’emozione nel narrarvelo, il tassello principale di questo nuovo GOW sarà l’utilizzo di Unreal Engine 5 con Nanite e Lumen inclusi, sviluppato ovviamente da Coalition, potrebbe diventare il nuovo benchmark tecnico e narrativo.
Saremo di nuovo nei panni di Marcus Fenix in un prequel che finalmente approfondirà il periodo delle Pendulum Wars.

Purtroppo oltre a un impressionante trailer che trovate qua sotto (in game), non è stata annunciata nessuna data di uscita, ma già la musica di sottofondo “Mad World” ci introduce alle atmosfere del primo capitolo della serie.


PERFECT DARK


Se con Doom e successivamente Quake John Carmack e John Romero (oltre a Tom Hall) sostanzialmente inventarono gli sparatutto (anche se il primissimo fu Wolfenstein 3D), negli anni si svilupparono forme di narrazione differente che si allontanavano dal solo gameplay frenetico, per abbracciare un’ impronta più profonda.

Possiamo citare sua maestà Half Life, che già solo nell’intro di 20-25 minuti (senza sparare un colpo) innovava sostanzialmente tutto, per passare ai vari Deus Ex che introdusse profondità diverse e una sorta di progressione del personaggio che non fosse l’arma più grossa.

In questo fermento Nintendo tirò fuori Goldeneye 007, forse uno dei giochi più riusciti per nintendo 64 di cui sostanzialmente Perfect Dark (e poi Perfect Dark Zero) furono seguiti non ufficiali, condividendo una versione evoluta dello stesso engine.
Di una nuova versione se ne è parlato fin dal 2020, ma finalmente possiamo gustare una sequenza in game dello stesso, che pare, onestamente, molto convincente.

Anche di questo prodotto, nessuna data d’uscita.


INDIANA JONES AND THE GREAT CIRCLE


Quando si evoca il nome di Indiana mi torna in mente l’avventura grafica di Lucas ( Indiana Jones and the Fate of Atlantis), ancora oggi forse il videogioco ispirato alla serie più iconico su Pc, come non può restarti nel cuore quel suo modo goffo di porsi, le cadute iniziali e l’apertura della colonna sonora. Erano i tempi dei Pc 386-486 e di Amiga.

Anche la versione tridimensionale, ricordo giocata con una 3DFX Voodoo 3 3000 (amore incondizionato) Indiana Jones and the Infernal Machine diretto dallo stesso Hal Barwood per Lucas fu un titolo che apprezzai parecchio, certo si rifaceva al lascito di un Tomb Raider, ma con una maggiore complessità di enigmi e un focus più narratologico.

Fatte queste premesse, è ovviamente con estreme gaudio e impazienza che ho accolto l’annuncio e poi l’approfondimento ultimo di Indiana Jones and the Great Circle, che dalla terza persona passa alla prima e introduce meccaniche nuove: ambientato nel 1937, completamente doppiato in italiano, sarà disponibile durante il 2024, ma non si sa bene quando, presumiamo verso novembre.

Sarà mosso da Id Tech Engine, che testimonia una eccellente flessibilità, e sviluppato da Machinegames già autori degli eccellenti Wolfenstein The New Order e Colossus.


FABLE


Fable credo sia a livello di engine il titolo più impressionante di quelli presentati, e ve ne sono stati di notevoli. Ebbene di Fable certamente l’aspetto tecnico non rappresenta il fulcro, ma un bel orpello.
Molti ricorderanno le promesse fatte a inizio secolo da Lionhead Studios dell’eccentrico Peter Molineux, parliamo di una figura che nacque con l’informatica ludica e che fu autore di uno dei giochi più iconici dell’ambito Pc, Populus, primo esempio di God game sul mercato, espanso poi dal travagliato Black and White nel 2001 per poi debuttare nel 2004 proprio con Fable.

Come accennato le promesse furono il problema, oltre le stime di vendita: Peter prometteva un mondo vivo, complesso, in cui la figura dell’eroe, in una terra immaginaria chiamata Albion (una sorta di medioevo inglese fantasy), restasse al centro di tutto, una grammatica dove fosse possibile addirittura lanciare mode, degli influencer medioevali, insomma.

Il progetto ovviamente fu rimarginato abbondantemente uscendo sul mercato senza gran parte delle prerogative millantate, deludendo pubblico e critica, pur essendo un buon gioco alla fine.

Uscirono due titoli successivi, Fable II e Fable III, in cui si ampliarono le possibilità, tanto che li ricordo come prodotti dove fossero affrontati argomenti modernissimi quali omosessualità e diversità di genere.
Playground Games prende il testimone da Lionhead Studios per traghettare la serie nel nuovo millennio con una sorta di corposo reboot, ma che vuole al contempo correggere gli errori del passato.

Data di uscita, un generico 2025.


CLAIR OBSCUR: EXPEDITION 33


L’ultimo titolo che voglio inserire, nell’indecisione, è un po’ un azzardo, ma si tratta di un prodotto diverso rispetto a seguiti atomici come Doom (Dark Ages) e Stalker 2 per il quale voglio premiare il coraggio di osare.

Si tratta di un mix tra un classico RPG a turni e una vena di action e abilità, il che potrebbe potenzialmente prendere a piene mani da entrambi i mondi, o deludere gli amanti dei turni, come lo scrivente, e gli appassionati dell’azione.
L’ambientazione è suggestiva: una sorta di pittrice maledetta ogni anno dipinge un numero e tutte le persone di quell’età svaniranno, per questo motivo la spedizione 33 è importante, perchè saremo i prossimi sulla lista, a meno di non riuscire a sconfiggere la pittrice.

Anche a livello tecnico mi è sembrato importante (mosso da Unreal Engine 5), ma anche le interfacce mantengono una pulizia e uno stile (decisamente orientale) convincente, ma sarà nelle dinamiche di gameplay e narrazione che ci dirà quanto vale.

In uscita nel 2025.

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