NVIDIA accelera sull’intelligenza artificiale e AMD, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di restare a guardare. Le prossime Radeon potrebbero introdurre una tecnologia di rendering neurale pensata per competere direttamente con la nuova generazione di DLSS.
La guerra tra AMD e NVIDIA sta per spostarsi ancora più in profondità nella pipeline grafica: se fino a oggi il confronto si è concentrato soprattutto su upscaling, Frame Generation e Ray Tracing, la prossima generazione potrebbe aggiungere un nuovo protagonista: si tratta, ovviamente, del tanto chiacchierato Neural Rendering.
A rivelarlo è Kepler_L2 rispondendo a una discussione riguardante DLSS 5 e la possibile risposta di AMD, il leaker ha confermato che l’azienda starebbe sviluppando una propria tecnologia basata sul rendering neurale per le GPU di prossima generazione.

E qui arriva la parte interessante.
Il Neural Rendering non deve essere interpretato come un semplice sinonimo di upscaling tramite AI. L’idea è utilizzare modelli neurali direttamente all’interno del processo di rendering per ricostruire o generare determinate informazioni dell’immagine che, con un approccio tradizionale, richiederebbero una quantità decisamente maggiore di calcolo.
In altre parole, l’AI potrebbe diventare una componente strutturale della pipeline grafica. Questo apre scenari molto più ampi rispetto al classico rapporto tra risoluzione interna e immagine finale.
Illuminazione, riflessi, ombre, dettagli geometrici e altri elementi della scena potrebbero essere ricostruiti o perfezionati attraverso queste tecniche, consentendo alla GPU di ottenere un risultato visivo più complesso senza dover calcolare ogni singolo elemento utilizzando esclusivamente tecniche di rendering convenzionali.
NVIDIA sta progressivamente trasformando DLSS da semplice tecnologia di upscaling in un ecosistema molto più articolato, nel quale l’intelligenza artificiale può intervenire in diverse fasi della produzione del frame. AMD, che negli ultimi anni ha puntato fortemente sulla famiglia FSR, sembra quindi intenzionata ad ampliare la propria strategia e sostanzialmente stare in scia a quello proposto dalla casa dalle tonalità verdeggianti.

La differenza fondamentale potrebbe essere rappresentata dall’hardware. Per sfruttare realmente il rendering neurale, infatti, non basta necessariamente un algoritmo sofisticato: servono anche risorse hardware in grado di eseguire efficientemente i modelli AI.
Ed è proprio questo uno degli interrogativi più interessanti sulle future Radeon, che, probabilmente, come Blackwell, amplieranno le capacità verso FP4, scenario ancora inesplorato pure da DLSS5.
Se le informazioni di Kepler_L2 dovessero trovare conferma, AMD potrebbe utilizzare le proprie future architetture per integrare il rendering neurale in maniera molto più profonda rispetto alle attuali soluzioni.

Sappiamo già come verrà chiamata la tecnologia, rientrerà nel pacchetto FSR Diamond e sarà legata a doppia mandata a Xbox Helix e le sue GDK e si parla di un accesso diretto ai dati geometrici, BVH, informazioni sulla dinamica dei Ray e dei materiali.
Una demo, comunque, è già uscita recentemente chiamata Temporally stable generative illumination with a one-step diffusion model che dimostra lo stile e i progressi fatti rispetto al modello reference.
Per il momento, comunque, bisogna parlare di indiscrezioni, non di specifiche ufficiali.
Ma il messaggio è abbastanza chiaro: il futuro delle GPU non sembra essere soltanto una questione di rasterizzazione, Ray Tracing o potenza bruta.
Un bene o un male che divide la platea, ma essendo agli albori un po’ di luddismo è anche pacifico.



