South of The Circle Review: enfasi narrativa.

by Patrick Grioni
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Sviluppatore:Distributore:Versione testata:Costo:Data rilascio:
State Of Play11 bit studiosSteam11,69 euro03/08/2022

Sono un amante della narrativa. Questa è una premessa naturale e doverosa. Proprio per questo la possibilità di recensire South Of The Circle mi è parsa un’incredibile opportunità, vista la sua natura a me consona, oltre al fatto che fosse da tempo nella mia lista dei preferiti di Steam.

Il titolo di State Of Play Games non debutta su Pc, ma è parte di Apple Arcade già da fine 2020, mentre la conversione per piattaforme Windows è stata presa in carico dai talentuosi programmatori polacchi di 11bit Studios, già autori dell’apprezzatissimo e geniale Frostpunk, di cui aspettiamo trepidanti il seguito.

Si tratta di un prodotto, che forse è meglio definire “esperienza” che della narrativa fa il suo paradigma, preferendo a un gameplay complesso, che quasi è visto come ostruttivo rispetto al proseguimento della storia, un focus su recitazione, dialoghi, pathos espressivo, che agli studi di Ekman fa quasi un baffo.

Non a caso si contano collaborazioni importanti con attori come Gwilym Lee (Bryan May di Bohemian Rhapsody) o Olivia Vinall (Nella parte di Clara) solo per citarne alcuni, il che identifica un chiarissimo indirizzo.


UN METEOROLOGO e LA GUERRA FREDDA


South Of The Circle è formalmente ambientato in Antartide, i cui dopo un atterraggio di fortuna a causa delle condizioni atmosferiche avverse, ci troveremo impantanati nella neve con il nostro velivolo e il pilota dello stesso ferito: sarà nostra premura, quindi, cercare aiuto nella vicina base inglese di ricerca.

Almeno questo sulla carta: la narrazione, infatti è focalizzata su un sistema di continui flashback, ricordi, che man mano chiariranno i motivi della nostra spedizione in un luogo così lontano, ma, soprattutto verteranno sul rapporto intercorso tra il protagonista, Peter, accademico di Cambridge, e la sua pari Clara.

Il tutto è ambientato nel periodo post bellico con implicazioni fortemente politiche inerenti l’uso del nucleare e la guerra fredda tra occidente e Russia (un tema attualismo oggi), con un importante accento sulle scelte morali e sulle posizioni da tenere: Peter, infatti, sta sviluppando un modello meteorologico assolutamente innovativo che valuta la carica radioattiva trasportata dalle nuvole.

Questo suscita interesse all’università, e pressioni, e dovrà giostrarsi su sentimenti, carriera, rapporto con Clara, amici: e mentre ricorderà tutto questo, anche il suo presente verrà man mano scoperto, con la necessità di sopravvivenza come motore principale, in un tipo di narrazione che si intreccia continuamente tra passato e presente.

Un modello che funziona, molto cinematografico, a volte forse un po’ disordinato, con ritmi non sempre adeguati, ma comunque con un’abilità nel riuscire a suscitare quasi sempre un certo interesse.

Una nota di merito assoluta va ai dialoghi e la recitazione, appassionata, consistente, con una scrittura non banale e una spiccata vivacità, oltre che all’approfondimento storiografico, con accenni al trattato antartico del 1959, oltre allo scandalo, realmente avvenuto, dei Cambridge Four, in cui alcuni membri dell’università passarono informazioni riservate all’Unione Sovietica.

Insomma ci si sente un po’ in una missione di sopravvivenza, un po’ in un intrigo internazionale, ma anche in una banale, ma forse più profonda, storia d’amore: a Peter spetterà la decisione di come giostrarsi in tutto questo, e nel complesso risulta essere la caratteristica più interessante del titolo State Of Play


AMBIGUITA’ DI INDIRIZZO


E’ a livello di gameplay che i problemi iniziano a manifestarsi: purtroppo, veramente poco è lasciato al giocatore in uno sbilancio narrativo evidente.
Pur essendo un’avventura in terza persona, con possibilità di controllo diretto, o il classico punta e clicca, non sono presenti enigmi, ne inventario, l’unico mezzo interattivo saranno delle icone rotonde che rappresentano diversi tipi di sentimenti, che si differenziano tra “Atterrito”, “Premuroso”, “Schietto”, “Entusiasta” e “Pessimista”.

Sono indirizzi di massima, ma il grosso problema è che risulta difficilissimo capire come indirizzare un dialogo e assumere la posizione voluta: di tanto in tanto a questi simboli predefiniti si sostituiranno icone più specifiche, come ad esempio quando ci verrà chiesto di scegliere tra una casa rossa o blu, ma di certo questo non basta a redimere una struttura che riteniamo lacunosa.

Tale modello, purtroppo, forse pensato per un’esperienza più mobile, su Pc è assolutamente inconsistente e poco soddisfacente: si ha la netta sensazione di essere quasi ininfluenti rispetto al proseguo della vicenda.

La mancanza di una accettabile interattività è anche evidente nell’impossibilità di rimanere bloccati, oltre al fatto che certe sezioni differenti non saranno molto varie, ci si può trovare a guidare un mezzo sulla neve verso mete predefinite, così come la propria macchina a Londra, ma il tutto sarà un diversivo in cui comunque affronteremo dialoghi e scelte nella solita, consueta, modalità.

Per il resto, oltre a sintonizzare diverse radio per comunicare con il nostro pilota (che ferito è restato sull’aeroplano impantanato nella neve) o per sentire i notiziari della BBC, poco altro ci sarà concesso.


VISUS


Sistema Prova
Processore: R5 5600X
Scheda Grafica: RX 6700 XT
Ram: 16 GB 3200 Mhz
Archiviazione: 250+500 GB SSD

Come motore di gioca non era difficile intuire che fosse stato utilizzata la flessibilità di un Unity, piuttosto che la potenza di un Unreal Engine, scelta che condividiamo, anche se, pure sotto questo aspetto, non possiamo che muovere qualche critica, non tanto per la scelta stilistica che in fondo è ragionevole, quanto per una certa mancanza di fluidità sia di movimento che effettivamente dei personaggi.

Pur non faticando a segnare 144 fps, con alcuni cali inspiegabili a 35 fps in certe circostanze (momentanei) quasi come mega accenni di stuttering, sono le pregevoli animazioni che sembrano impostate a una frequenza più bassa del dovuto, trasmettendo una certa inconsistenza, pesantezza.

Per il resto, possiamo sottolineare un buon numero di espressioni facciali che funzionano per restituire la percezione dei sentimenti dei due protagonisti, e una predilezione per il disegnato piuttosto che il realistico, asset adeguato per l’opera.

Anche a livello audio, come abbiamo detto, offre un’ottima recitazione e una colonna sonora che sa adattarsi adeguatamente al momento, risultando piacevole.

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