AMD Ryzen 7000 mobile: guida per comprendere la nuova nomenclatura.

by Splintell
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Dopo gli strabilianti numeri messi in campo da Intel con la serie 13th, tocca adesso ad AMD rispondere sul segmento mobile.
Il pattern è bene o male replicabile rispetto alle versioni desktop, con qualche particolarità dovute come sempre alle diverse disponibilità di potenza totale e dissipazione possibile.

L’unica particolarità sulla quale è necessario fare particolare attenzione in questa generazione è la numerazione delle varie proposte perchè questa volta AMD sotto la stessa sigla della serie 7000th ha piazzato non solo i suoi nuovi processori ZEN4 ma anche alcuni specifici modelli ZEN3+; questo non è necessariamente una mossa negativa se realizzata con l’intento di abbattere i costi di alcune tipologie di macchine (per esempio sui portatili da Gaming entry level dove la differenza la farà sempre la GPU ed il suo TGP).
Andiamo a vederli nel dettaglio:

Quest’anno lo schema di numerazione può sembrare particolarmente confusionario: sono sparite delle sigle e ne sono state introdotte di nuove, mentre nella numerazione stessa notiamo come sia presente qualche numero in più, ma andiamo con ordine.
La prima cifra rimane invariata nel significato ed andrà sempre ad identificare la generazione di processori, che nel nostro caso sarà proprio il 7.

La seconda cifra indicherà la famiglia di processori: tralasciando 1 e 2 che si riferiscono alle serie Athlon, si parte dai numeri 3 e 4 per le configurazioni 4 core \ 8 threads, si continua con il 5 ed il 6 per i 6 core \ 12 threads, per concludere con le cifre 7, 8 e 9 per gli 8\16, i 12/24 ed il mostruoso 16\32 (unico della linea, il Ryzen 9 7945HX), vera novità lato CPU Mobile che restituisce la corona del MultiThreads ad AMD (almeno per un mero computo di processori logici).

La terza cifra del sistema di numerazione corrisponde all’architettura del processore; questo perchè della serie 7000th faranno parte sia i nuovi ZEN4 sia alcuni vecchi ZEN3+ e ZEN2.
Occorre precisare che non si tratta di vecchi processori rinominati, ma semplicemente di nuovi processori costruiti su un’architettura più datata che permette loro di essere più competitivi economicamente.

L’ultima cifra rappresenta una distinzione netta all’interno della stessa serie, una sorta di golden sample che andrà ad identificare solo e soltanto quei processori top di gamma abilitati a sopportare i 55 Watt (e più) di TDP.

Infine le lettere finali indicano il form factor del dispositivo a cui sono destinati: la “e” per dei sistemi fanless (immagino qualcosa di simile al MacBook Air 13″), la “C” destinata ai Chromebook, la “U” per tutti quei laptop con sistemi monoventola o comunque più sottili e leggeri (i celebri UltraThin), la combinazione “HS” che andrà a sostituire l’attuale “H” e che troveremo nella maggior parte dei prodotti gaming e creator e, per finire, la sigla “HX” che andrà a rappresentare i vari top di gamma.

Dobbiamo fare anche attenzione alle schede grafiche integrate: dall’immagine qui sopra potete notare come solo 3 processori avranno a bordo la nuova 780M con architettura RDNA3, mentre tutti gli altri rimarranno sulla 660M ad eccezione dei processori HX che, visto il loro utilizzo in laptop da Gaming di punta, avranno la più basilare 610M in virtu della certa accoppiata con una GPU dedicata.

Lato performance sono troppe le variabili in gioco e finchè non arriveranno i primi test effettuati su macchine assolutamente identiche, con RAM ottimizzate, sarà difficile indicare un reale vincitore; ciò che possiamo leggere sulla carta però è che, come di consueto, Intel riesce a sostenere frequenze maggiori su test in Single Core, mentre AMD dal canto suo mantiene frequenze più stabili ed alte sui carichi in MultiThreads che, in linea teorica, dovrebbero portare ad un punteggio maggiore visti il loro numero maggiore.

Realisticamente parlando però questo interessa ed affligge unicamente lavori estremamente specifici o programmi che sfruttano pesantemente uno o l’altra tipoliogia di carico, mentre per i casi di preferenze nette non esiste configurazione o architettura che possa far andare meglio una CPU se quel programma è sviluppato per eccellere sull’altra.

Parentesi giochi quasi inesistente poichè come tendiamo a ripetere sempre, specialmente su laptop, la CPU influisce pochissimo se non nulla quando abbiamo a che fare con giochi moderni eseguiti magari anche in 2K.
Il Pc può essere equipaggiato anche con la scheda video più potente sul mercato, allo stato attuale e con i TGP nell’ordine dei 150 Watt di picco, saremo sempre limitati dal Bottleneck della scheda video.

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Patrick Grioni
Amministratore
23 giorni fa

Una volta capita è una buona razionalizzazione.