Untitled Goose Game Review

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Untitled Goose Game Review

Sviluppatore: House HouseDistributore: Panic Versione testata: SteamCosto: 16,79 euroData rilascio: 23/09/2020

Chiunque, almeno una volta nella vita, ha sognato di essere sopra ogni legge, di provare il brivido di poter fare ciò che si vuole senza ripercussione alcuna, libero da ogni costrizione morale e costruzione sociale. C’è chi ha desiderato di essere imperatore assoluto, chi di essere invisibile, altri di essere dei villain dal portafoglio illimitato. Probabilmente nessuno, però, ha pensato alla cosa più banale, ma allo stesso tempo efficace: essere un’oca dispettosa. In fondo, abbiamo visto le oche nel forno, ma chi ha mai visto un grosso anatide in galera?


Un gioco senza titolo


Presentato in forma embrionale in Texas senza neanche un titolo provvisorio, la community si strinse subito intorno a questo pazzo progetto e, da allora, i quattro ragazzi che si celano dietro House House furono quasi “costretti” a continuare a chiamare il gioco così com’era conosciuto ormai in rete, “il gioco senza nome sull’oca“: in inglese, Untitled Goose Game.


Una bellissima giornata per essere un’oca


Nulla può rovinare una bellissima giornata in un bucolico villaggio inglese sospeso nel tempo, dove le giornate dei suoi abitanti sono scandite da attività semplici, ma poeticamente romantiche, fatte di pic-nic al lago, agricoltori che si prendono cura del proprio orticello, ingenui bambini con i loro giocattoli e vecchietti che si dilettano al pub suonando l’armonica. Niente può guastare questo equilibrio, almeno finchè non si desta dal suo giaciglio un’oca, pronta a combinare guai.

Arrivati in città avremo da subito ogni arma che la mente più diabolica sarebbe anelante di avere per portare a termine i suoi perfidi piani: un becco starnazzante, un paio d’ali utili solo a spaventare la gente e un collo sufficientemente lungo per poter arrivare lì fin dove necessario per rubare un oggetto o, perché no?, magari solo spostarlo per mettere zizzania tra gli abitanti e farli litagare, mentre noi approfittiamo della baraonda generatasi per poterci muovere laddove ci era prima impedito, coadiuvati dal nostro passo felpato delle nostre zampe palmate, simpaticamente goffe, ma pur sempre silenziose finchè terremo – non certo metaforicamente – il becco chiuso.

Ognuno dei quattro quartieri del villaggio avrà la sua lista di azioni da compiere. Si tratta di puzzle e di rompicapo di varia natura, dannatamente divertenti e mai ripetitivi, che spesso ci terranno occupati più del necessario nella nostra mefistofelica ambizione di rovinare il buon umore al prossimo.


Grafica e sonoro


L’aspetto artistico è frutto di uno sviluppo particolare. Dalla tech-demo presentata in Texas che voleva solo omaggiare Super Mario 64, gli sviluppatori hanno deciso di non ripartire ex novo, ma di continuare il lavoro su quelle semplici linee di codice e proseguendo così sullo stesso stile: la grafica è a bassa densità poligonale, con texture monocromatiche e prive di qualsivoglia ombra, esattamente come sul “nintendone”. La scelta operata dai ragazzi di Melbourne è alla fine risultata tanto semplice quanto efficace: la palette cromatica, tutta sulle tonalità pastello, è frutto di una ricerca quasi maniacale al gradiente perfetto, donando alla fittizia cittadina inglese un aspetto idilliaco ed arcadico, un quadro per gli occhi, quadro la cui cornice è l’accompagnamento musicale, le note a pianoforte di Debussy (ad opera di Dan Golding) i cui diversi riarrangiamenti – dal più rilassante al più incalzante – si adattano sempre perfettamente alla situazione del momento, senza mai stacchi di traccia e senza mai soluzione di continuità, rendendo i passaggi musicali un tutt’uno col paesaggio. Sarà difficile non innamorarsene. 


Untitled geese game?


Il gioco, uscito a Settembre 2019 su Epic Store, è ormai su ogni piattaforma. Ma perchè parlarne ancora a distanza di un anno? Dato l’enorme successo commerciale, questo indie – ormai vero e proprio fenomeno culturale di massa tra meme, gif e ogni tipo di fan-art – è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nei negozi fisici a Settembre del corrente anno: per questo motivo, nello stesso mese un grosso aggiornamento ha portato la modalità cooperativa (che modifica scherzosamente il nome del gioco nei titoli di testa al plurale), con una simpaticissima oca cignata della Guinea a far da compagna di merende nelle scorribande del già nostro candido amico pennuto. Il divertimento dunque raddoppia? No. Si quadrupla. Le potenzialità del gioco in co-op trasformano l’anima sandbox del titolo in un cappello da prestigiatore dalle infinite possibilità e staccarsi sarà impossibile. 


Conclusioni


PROCONTRO
GameplayUn’oretta in più nella quest principale non sarebbe guastata
Grafica e sonoro
Originale come pochi

Il titolo si attesta, nella sua durata complessiva, intorno alle 8 ore tra la modalità principale e il suo atipico NG+ con quest aggiuntive. Ma la rigiocabilità del tutto è abbastanza alta perchè ogni missione potrà essere portata a termine sempre in maniera differente, rubando oggetti diversi, starnazzando e creare caos anziché usare lo stealth più puro. Il divertimento è assicurato e se avete un secondo pad e un amico con cui condividerlo, potete tranquillamente aggiungere una stella in più al voto finale. 

Gianluca Prestinenzi
Gianluca Prestinenzi
Cresciuto con un libro di archeologia in una mano e con un Game Boy nell'altra, ha trovato il giusto compromesso laureandosi in Beni Culturali, scrivendo una tesi in arte contemporanea sulla Pixel Art dei videogiochi
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