Kaze and the Wild Masks Review

by Vincenzo Gentile
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Sviluppatore:Distributore:Versione testata:Costo:Data rilascio:
PixelHiveSOEDESCOSteam19.99 euro26 Marzo 2021

Kaze and the Wild Masks è un titolo platform sviluppato dai ragazzi di PixelHive e distribuito da SOEDESCO che ci riporta un po’ indietro nel tempo, nei favolosi ricordi di quei titoli 16 bit che, grazie a uno scrolling fluidissimo e alla varietà cromatica, accompagnarono le fantasticherie negli anni 90 a tutti coloro che vissero la nascente estetica del Pc Gaming.

Rappresenta quasi un’operazione chirurgica ben riuscita capace di suscitare emozioni, come quel gioioso esempio che fu l’antagonismo propositivo di Sonic o Mario Bross che ispirò Carmack a risolvere l’annoso problema del side scrolling, che su Pc non aveva capacità di continuità, ma che una volta implementato aprì un mercato che non aveva più pregiudizi tecnologici (rivoluzionandolo poi ulteriormente nel 1993 con Doom).

Era un’altra epoca, oggi i platform 2d sono cambiati, sono diventati una nicchia e hanno come antagonisti prodotti completamente 3D o 2,5D che hanno raggiunto vette sia estetiche che narrative encomiabili, come la serie Ori, o l’intelligente Trine, o ancora Machinarium di Amanita Design: insomma, non è facile spiccare.

La nostra eroina si chiamerò Kaze ed è costretta a viaggiare attraverso i vari mondi di gioco, le Crystal Island, le quali sono state colpite da una maledizione, scatenata dalla stessa Kaze dopo aver aperto una misteriosa reliquia.

Le avventure della coniglietta antropomorfa sono volte al fine di ritrovare le Wild Masks (le maschere selvaggie) e grazie al loro potere salvare il suo amico Hogo, tramutato in uno spirito e costretto all’interno di un anello che Kaze porta all’orecchio.
L’avventura prodotta dai ragazzi di PixelHive non si può forgiare di una storia particolarmente avvincente, ma bensì essa è un elemento estremamente secondario, presente esclusivamente per poter giustificare le esplorazioni nei vari mondi di gioco: un peccato, anche perchè altri prodotti si sono saputi raccontare con una lore che è una evidente mancanza di questa produzione.

Sostanza minimalista


Kaze and the Wild Masks è un Platform duro e puro ma con una difficoltà di certo non esasperante, che di certo potrà portarvi in alcune occasioni al dovervi munire di pazienza per cercare di superare tutti i vegetali malefici presenti nei mondi di gioco: questi, infatti, saranno i nostri antagonisti, delineando una struttura cartonesca e fumettosa.
Il gioco potrà essere affrontato con una modalità Casual, con maggiori vite e checkpoint a disposizione, o in modalità Originale, ovvero come era stato originariamente concepito dagli sviluppatori.
Quest’ultima aumenta al massimo la difficoltà e la longevità del gioco, dato che per superare i vari livelli vi spingerà al dover completare gli stessi al 100%.

Le skill di base di Kaze sono quelle tipiche dei platform 2D, Salto, Planata (effettuata grazie ad una rotazione delle orecchie della coniglietta a replicare le eliche di un elicottero), e Schianto (picchiata in grado di danneggiare la maggior parte dei nemici e di mandarli KO al primo colpo).

Nella sua fase iniziale non ci sono picchi di difficoltà o di enfasi, ma ha come principale obbiettivo quello di lasciare al giocatore la possibilità di familiarizzare con i comandi ed i movimenti da effettuare, in modo da avere un più agevole approccio alle successive avventure della nostra eroina.
Dopo questo apprendistato, inizieremo ad entrare in contatto con le varie maschere, ognuna delle quali raffigura un animale. 

Ogni maschera conferisce a Kaze un potere particolare, che faciliterà una parte del percorso altrimenti impossibile da affrontare e saranno disponibili in specifici punti dei vari livelli di gioco, anche se, raramente, sarà possibile utilizzare questi aiuti dall’inizio alla fine del livello.

Come ogni Platform che si rispetti non mancano segreti ed elementi aggiuntivi da dover cercare nei vari livelli, per poterli completare al 100%.
Possono infatti essere raccolte le lettere dorate che compongono il nome di Kaze o delle gemme, il cui ritrovamento richiede un po’ di elasticità mentale nel leggere i singoli livelli.
Vi sono inoltre delle Prove Bonus da trovare e affrontare per ottenere una grossa quantità di gemme, che nella giusta quantità, sbloccheranno un livello Bonus più impegnativo rispetto a quelli già affrontati nella storia principale.

Queste sfide bonus sono tutte a tempo e rappresentano un elemento di spicco, dopo le maschere, perché, pur nella loro ripetitività di fondo, riescono ogni volta ad immettere quel pizzico di difficoltà in più al gioco in se, rendendolo più avvincente.

Full Color


Kaze and the Wild Masks è una gioia per gli occhi, soprattutto se siete dei nostalgici degli anni ’90 e dello stile grafico a 16 bit che ha contraddistinto dei capolavori del passato come Metal Slug, Sonic the Hedgehog e molti altri.
E’ presente di fatto una grande cura dei vari elementi del gioco, partendo dalla caratterizzazione dei mondi e dei singoli livelli, nonchè nei vari personaggi, partendo dalla protagonista, fino ad arrivare ai vari nemici e final boss.

Ogni personaggio, ed in particolare i nostri nemici (le verdure malefiche), in alcuni momenti si mostrano con espressioni molto simpatiche, in particolare quando vengono mandati KO, nel momento in cui vengono colpiti dalle orecchie di Kaze o tramite un atterraggio sul loro capo.
Su ciascuna isola che visiteremo sono presenti biomi e situazioni molto differenti tra loro e questo concorre ad alleggerire la sensazione di ripetitività grafica che può farsi strada ad un certo punto del gioco.
Tecnicamente è gestibile da qualsiasi Pc Gaming degli ultimi 10 anni, grazie alla sua natura 2D, basta che vi giri Windows 7.

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