The Texas Chain Saw Massacre Preview

by Raniero Stelitano
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Se vi è un film anticipatore di molti degli elementi Horror che hanno caratterizzato l’esegesi e la grammatica delle moderne opere tensive, oltre alla saga di George Romero, che ha proprio dettato i canoni con “La Notte Dei Morti Viventi”, che nascondeva una critica alla società capitalistica indiretta, questo sicuramente lo si può attribuire all’opera del 1974, “Non Aprite quella Porta” (nome italiano del film “The texas chain saw massacre”) che scandalizzò le platee con uno psicopatico cannibale armato di motosega.

Costui, che potrete ritrovare ormai anche nei parchi a tema (vi consiglio Movie Land), era uno degli elementi, sicuramente il più carismatico, della famiglia in cui si imbattono 5 ragazzi Texani di questo film a basso costo diretto da Tobe Hooper che peraltro fu inizialmente contestato e vietato al grande pubblico: eravamo pur sempre negli anni 70 e la pudicizia e la rappresentazione della violenza era vista come un pregiudizio quasi da allarme sociale.

Non fosse che in una delle scene più iconiche del film Leatherface (faccia di cuoio) si presta a regolare con una motosega il cadavere di un ragazzo con una sua compagna, catturata anch’essa, che viene bellamente appesa per la schiena a un gancio da carne.

Tutto questo sembra materiale perfetto per un titolo di sopravvivenza, come quello sviluppato da Sumo Digital e distibuito tramite la piattaforma Steam da Gun Interactive, di cui abbiamo avuto il piacere di partecipare a un test preliminare delle dinamiche di gioco.


IL MIO TERRIBILE NONNO


“Il film che state per vedere è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e a suo fratello invalido Franklin; il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico, le loro giovani vite furono stroncate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere… Per loro un’idilliaca gita pomeridiana estiva si trasformò in tragedia. Gli avvenimenti di quella giornata portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia americana.”

The Texas Chain Saw Massacre

Avviata la partita, in verità con server scarsamente popolati, ma è anche comprensibile, si potrà scegliere tra una delle due modalità disponibili, cioè prendere parte ai giochi come “la famiglia” scegliendo un tipo di personaggio che spaziano dal cuoco, all’autostoppista e, ovviamente, a faccia di cuoio (il più divertente) o quello delle vittime, che tenteranno di sopravvivere alla follia..

Come famiglia il nostro scopo, oltre all’eliminazione dei ragazzi, sarà quella di nutrire nostro nonno, un personaggio dai gusti raffinati, non ciuccerà sbrodolandosi la pastina col formaggino, ma viziato da del sano cannibalismo vorrà ettolitri di sangue che raccoglieremo da dei recipienti sparsi per la mappa.

Costui, inoltre, non dovrà morire: in cambio della sua sazietà i nostri prodi familiari otterranno dei bonus di gioco, man mano più consistenti.

Di contro prendendo le vesti dei ragazzi texani dovremmo, cercando di sopravvivere, eliminare l’antenato.
Questa è la base su cui il gameplay del titolo per ora si pone. A livello di level design, intelligentemente, gli sviluppatori hanno creato dei passaggi preferenziali per le vittime dove i goffi membri della famiglia non potranno accedere se non con giri più lunghi, questo per consentire spazi di fuga.

Inoltre, furbamente, alcune zone verranno addobbate con ossa per avvertire i ragazzi della presenza di un bruto: tutte queste agevolazioni, per ora, non sono ancora ben proporzionate: mi sono trovato in un loop di esplorazione abbastanza noioso in un gioco di caccia al ladro decisamente frustrante e, devo dire, assai poco divertente.

Saranno i server poco popolati, sarà il corso dello sviluppo, ma ho ritrovato un’idea potenzialmente maggiormente sfruttabile svilita da limiti di equilibrio evidenti: la lentezza dei familiari rende arduo riuscire a uccidere le vittime e ho calcolato qualcosa come 15 minuti di interim prima che succedesse qualcosa di rilevante, decisamente non ci siamo.

In compenso, tecnicamente, le due mappe presenti, risultano piacevolmente rappresentate e non onerose per il sistema, ovviamente senza raggiungere vette grafiche, che non sono il focus del prodotto, ma ugualmente non mancano di presentare scorci interessanti con chiaro scuri che ripercorrono certe classiche riprese Horror.


POTENZIALITA’ INESPRESSE


Allo stato attuale il titolo, come detto, offre un background interessante, un forte motore conferito da una storia che si presta perfettamente al tipo di gameplay, ma risulta per ora assolutamente deludente all’atto pratico, con una vitale necessità di riequilibrare la sfida tra familiari e ragazzi, non un compito impossibile peraltro, ma comunque che riserva insidie da valutare.

Staremo a vedere se tale impresa verrà portata effettivamente a termine, o se le problematiche prevarranno sulle note positive, nostro compito sarà quello di tenervi aggiornati.

Amici del Vault per ora è tutto, vi ricordiamo che per restare aggiornati potete seguirci sul nostro gruppo Facebook, qua sotto nei commenti o sul nostro gruppo Telegram.

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