Eternights Review

by Splintell
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Sviluppatore:Distributore:Versione testata:Costo:Data rilascio:
Studio SaiStudio SaiSteam29,99€12\09\2023

Eternights è forse il primo gioco Dating Sim/Action RPG di cui abbiamo memoria che promette di farci vivere le avventure di un giovane ragazzo che cerca di salvare sia il mondo che la sua vita sentimentale…contemporaneamente.
Uccidere mostri mentre si corteggia una ragazza potrebbe non essere la scelta ideale quindi il fattore tempo risulta una componente importante nonchè un incentivo a compiere ogni giorno “di gioco” una scelta importante: vado a caccia di mostri o porto a cena fuori questa nuova ragazza che mi ha appena scritto un messaggio interessante?

Sarebbe una trovata videoludica geniale se questo gioco fosse tremendamente autoironico, potendo anche approfittare del medium per lanciare un messaggio anche importante sull’uso che queste app hanno sulle relazioni umane, specialmente nel periodo storico che stiamo vivendo, ma temo che tutto questo non si avvererà.
Questo gioco potrebbe alla fine rivelarsi come un blend, anche ben inspirato, di 2 cose che non vogliono mischiarsi e che, come acqua e olio, creeranno un confine netto tra 2 tipologie di gioco che, se non curate bene, risulteranno una troppo semplice e lineare e l’altra semplicemente noiosa.


TOKIO PIE, CON UN PO’ DI AMERICA


Classica citta da anime contemporaneo sullo sfondo, in quella che potrebbe essere tranquillamente una Tokio o Seoul: un bel blend tra estetica occidentale e tradizione orientale, per non scontentare nessuno.
La storia inizia in maniera originale diremmo, dove l’ editing del personaggio lo completiamo con la registrazione ad una dating app.
Questa parte è volutamente enfatizzata perché, come il gioco stesso non manca di ricordare, questo è un mix tra un’avventura action classica ed un dating sim.
L’amico del protagonista, Chani, è lo stereotipo perfetto del ragazzino adolescente in piena crisi ormonale, che vi accompagna per la parte iniziale di questa avventura e che pretenderà di “insegnarvi” a rimorchiare ragazze sulle app di incontri millantando chissà quale esperienza: forse per colpa dell’età non abbiamo particolarmente apprezzato questo personaggio, spesso al limite dell’imbarazzante, ma l’emozione l’ha suscitata quindi possiamo dire che la caratterizzazione è stata adeguata.

La storia procede fino all’incontro con il primo personaggio femminile, Yuna, nonché prima vera occasione per una romance che dovrete riuscire a coltivare mentre quello si apre davanti a voi è una crisi globale molto inspirata ad “Io Sono Leggenda” (popolazione sterminata, un morbo non meglio identificato che trasforma i restanti umani in mostri, la citazione all’inizio del gioco di un farmaco miracolo).

Non ci dilunghiamo oltre (vi abbiamo raccontato forse i primi 20 minuti di gioco) ma grossomodo la meccanica e l’evoluzione della trama è la seguente: dovete procedere con la storia, quindi con i combattimenti, cercando anche di trovare il tempo per completare e varie romance che man mano incontrerete lungo il vostro cammino scegliendo con chi, quando e come incastrare il tutto mentre il tempo scorre verso un inesorabile epilogo.


GAMEPLAY E MODALITA’ DI GIOCO


Quella che dovrebbe essere la parte più succulenta di una recensione, quella più intrigante e per forza di cose quella più corposa, in questo caso purtroppo risulta essere quella più triste da realizzare perché in Ethernights, purtroppo, c’è davvero poco da dire se non peccato.

Peccato perché giocandolo si ha perennemente la sensazione di incompiuto, di acerbo, quasi di “compitino da 6” per portare il lavoro a casa.
C’è davvero poco che rimane impresso nella mente, poco di memorabile sia nel bene che nel male; il gioco funziona e anche bene sotto il profilo tecnico, ma il feeling del combattimento è spersonificato.
Non si segue un vero stile, gli attacchi risultano molto sconnessi tra di loro perché sono movimenti netti della spada netti con il resto del corpo che li segue come farebbe un manichino: da un lato questo permette di avere movimenti rapidi ed azioni quasi immediate alla pressione dei tasti sul pad (il che è positivo in un gioco action dove si combatte all’arma bianca) ma da vedere risulta tutto un po’ troppo scollegato e non molto piacevole da guardare.


Sulla parte di dating c’è forse ancora meno da sottolineare se non il fatto che le scelte non sembrano essere delle vere scelte: la trama ti forza ad andare in una direzione già preimpostata invece che adattarsi alle tue risposte, rendendo di fatto queste sezioni più delle cutscene “interattive” che dei veri e propri momenti in cui noi come giocatori possiamo esprimerci o modificare il corso dei nostri appuntamenti, il tutto condito dai modificatori di statistiche sociali che di fatto rappresentano delle scorciatoie ai dialoghi se si hanno i punti giusti nella skill giusta al momento giusto.


TECNICA


Sistema Prova: Lenovo Legion 5 Pro 16″ 2021
Processore: AMD Ryzen 5800H
Scheda Grafica: Nvidia RTX 3070 140 Watt TGP
Ram: 16 GB (8×2) Samsung 3200MHz CL 18
Archiviazione: SSD NVMe Crucial 1 TB up to 2000 MB/s read

Quando si recensiscono giochi categorizzati come Indie, questa è quasi sempre la parte più delicata.

Un gioco per funzionare deve principalmente avere una buona idea di base e deve divertire facendo appunto giocare che decide di investirci sopra tempo e denaro.
Ci rendiamo perfettamente conto, in qualità di utenti con qualche annetto di esperienza videoludica alle spalle, che la grafica al giorno d’oggi ricopre un ruolo sempre più importante ma, di conseguenza, è quella porta via il grosso del budget.

O sei bellissimo al primo colpo d’occhio, con scenografie pazzesche, viste mozzafiato ed ambientazioni evocative, oppure utilizzi uno stile grafico ricercato e particolare per renderti riconoscibile e ricordabile nel tempo.

Purtroppo Eternights non ha nessuna delle due peculiarità descritte sopra è questo purtroppo tende ad inficiarne la qualità ultima, in particolare nelle sezioni dedicate al dating dove l’occhio vorrebbe la propria parte.

Piccola nota a margine: le cutscene di intermezzo in stile anime.
Stilisticamente sono molto belle ma spezzano un po’ l’atmosfera, solo che al contrario. Esteticamente sono di gran lunga superiori alle scene giocate.

Questa non vuole essere una critica diretta al comparto grafico: sappiamo benissimo che specialmente per produzioni piccole o a basso budget la grafica non può (e non deve essere) il focus principale, ma se avete un prodotto principale, il gioco, che si avvicina ad un valore che lo sviluppatore ritiene soddisfacente, potrebbe essere alquanto controproducente mettere degli intermezzi che visivamente possono essere decisamente più belli.
Viene automatica la domanda del perché far voi stessi sfigurare il vostro prodotto.


CONCLUSIONI


Per quanto l’idea possa risultare anche interessante come accoppiata, purtroppo il gioco non riesce a farsi apprezzare a pieno nelle sue due caratteristiche principali: la parte action è minimale, anche troppo, con attacchi base a catena monotasto e mosse “finali” tramite quicktime event (scelta un po’ anacronostica), la parte dating è di fatto uno script con poche e quasi sempre ininfluenti scelte che non cambiano lo svolgimento della storia e la parte più “piccante” del gioco è, purtroppo, castrata da una grafica che non le rende giustizia (in un mondo dove esiste la mihoyo, in cell shading non si può praticamente più realizzare nulla di davvero appagante per gli occhi).

Non ci sentiamo di bocciare del tutto l’idea perché appunto sulla carta risulta essere quantomeno valida ed originale, ma l’esecuzione finale lascia a desiderare, con una perenne sensazione di acerbo ed incompleto.

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